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Laguna di Venezia, porto. Archivio

Laguna di Venezia, porto. Archivio

Legge speciale, proposta Lega: 1,8 miliardi. «Siamo al governo, occasione storica»

La terza dopo Pellicani e Brunetta. «Mettiamole assieme per ottenere risorse per 10 anni». Murano: «Sgravi fiscali con accortezze per evitare sanzioni in Europa». Soppressione dell'Autorità per la laguna, «meglio un commissario modello Genova»

La delibera dei 150 milioni all'anno per il 2021 e 2022 (chiesta per 10 anni), approvata all'unanimità in Consiglio comunale a fine 2020, non ha trovato spazio nell'ultima legge di Bilancio del governo. «La situazione a Venezia è disastrosa - ha commentato il deputato della Lega e consigliere comunale Alex Bazzaro, primo firmatario della proposta di legge depositata alla Camera per la riforma della legislazione speciale per la salvaguardia di Venezia, illustrata oggi, venerdì 26 febbraio, in conferenza - Dieci milioni di turisti in meno nel 2020 e -70% di arrivi all'aeroporto di Venezia. Occorre dare finanziamenti e risorse certe, non più anno per anno e in extremis».

La proposta di legge Lega

Un piano non più annuale o biennale, spiega Bazzaro. «Subito 400 milioni per il 2021 e per i successivi 10 anni, comprendendo anche il Mose, le opere di compensazione e la manutenzione, altri 1,8 miliardi di euro. Questi fondi - dice Bazzaro - servono a riconoscere la specificità di Venezia con tutte le sue esigenze e le urgenze da affrontare. Non la riteniamo una proposta fatta per la Lega, ma per Venezia». Ce n'è una simile, del febbraio 2020, che è quella dell'onorevole di Forza Italia, Renato Brunetta e ce n'è un'altra, quella del 2018, già incardinata in commissione Ambiente alla Camera, dell'onorevole Pd Nicola Pellicani. «Il nostro obbiettivo non è mettere il nome Lega sulla legge per Venezia, ma è lavorare in Parlamento perché le proposte risultino un lavoro d'insieme per ottenere risultati».

Le leggi speciali

Bazzaro ripercorre la linea Brunetta. L'onorevole forzista l'anno scorso disse che bisognava partire dal rimettere per la città lagunare la stessa quota versata di legge speciale dal 1993 al 2004 (140 milioni all'anno circa), con la Città metropolitana come punto di riferimento per i legami economici, morfologici, trasportistici e ambientali della provincia con Venezia. Nella prima delle tre proposte di riforma della legge speciale dal 2018 ad oggi, quella a firma Pellicani, il deputato aveva chiesto 2 miliardi di euro, a partire dal 2019. Il governo Conte, precedente a quello di unità nazionale di Mario Draghi, aveva già iniziato a realizzare alcuni provvedimenti di Pellicani, come la creazione dell'Autorità per laguna con la gestione del Mose tra le competenze. È l'ente «creato a tradimento dagli onorevoli Martella e Ferrazzi» contro il quale a più riprese il sindaco Brugnaro si è scagliato, perché nato «senza sentire il territorio, senza confronto con le autorità locali», e che la Lega, già ad agosto scorso, aveva chiesto di sopprimere e di sostituire con un commissario "modello Genova" (quello del ponte Morandi).

Lega al governo

In collegamento video alla conferenza di Bazzaro il vicesindaco di Venezia, Andrea Tomaello. «La Lega avendo molti amministratori in Comune può dare il suo contributo. Il punto importante è quello sulle infrastrutture. Ho scritto al segretario Matteo Salvini - ha detto - chiedendo di tener presente il porto e il terminal crocieristico di Venezia, che non lavora più. Spero si arrivi a un testo moderno ed efficiente sulla legge speciale. Ricordo che, come dice il sindaco, attendiamo ancora i 40 milioni di euro promessi dall'ex ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli. Penso che nella fase emergenziale siano una boccata d'ossigeno per la città».

Sulla polemica per la scarsa presenza di sottosegretari veneti del Carroccio al governo, Bazzaro elenca: «Abbiamo il ministero del Turismo, con Massimo Garavaglia e il sottosegretario alle Politiche agricole Gian Marco Centinaio. È stato già chiesto loro di venire a Venezia». Alessandro Morelli, viceministro delle Infrastrutture, e Giancarlo Giorgetti ministro dello Sviluppo economico. «La proposta di legge ha permesso di parlare di vetro di Murano, merletto di Burano, piccola cantieristica, botteghe storiche, imprenditoria femminile e start up. Stare nel governo permetterà di tornare a essere parte in causa dell'esecutivo di unità nazionale di Draghi. Oggi questa proposta ci permette di avanzare in un processo di riforma storico per garantire risorse stabili alla città».

Murano

«Dal porto alle botteghe, dai merletti al vetro artistico di Murano - è intervenuto l'assessore comunale al Commercio Sebastiano Costalonga, al tavolo con Bazzaro - Tutti hanno chiesto di lavorare, non sussidi e bonus a pioggia. Nelle fornaci c'è da abbassare il costo dell'energia. Il tavolo permanenente delle Attività produttive nato con le categorie e le parti sociali in Comune ci ha permesso di intercettare bisogni e problemi delle realtà produttive. E di inserire nella legge speciale la parte antica della città, per le caratteristiche morfologiche degli insediamenti. Bisogna limitare l'accesso al centro storico con disposizioni precise, ad attività specifiche. Possiamo salvare la tradizione e riconoscere i negozi storici. Pensando a Murano la proposta è quella di creare un'Università che si leghi al marchio del vetro artistico Promovetro per dare un futuro all'isola e a chi la abita». Sulla questione degli sgravi fiscali, proposti dalla Lega, per evitare sanzioni come quelle che le fornaci di Murano dovettero pagare per i finanziamenti ricevuti, che l'Europa considerò poi aiuti di Stato, Bazzaro parla di «riformulare prima le richieste, in legge di delegazione, provando a fare riconoscere certe specificità, anche ambientali, per non incorrere in sanzioni».

Actv e Montiron

«Sì alla creazione di un flusso turistico corretto per Altino e Burano - afferma Costalonga - per alleggerire piazzale Roma», riferendosi a uno dei punti dell'accordo tra Comune e Provveditorato per la creazione di un canale di collegamento fra laguna nord e località Montiron. Rispetto alla crisi Actv, invece, «è drammatica - afferma Bazzaro - Ma è sbagliato mettere in piazza le buste paga dei lavoratori o dei dirigenti, come se fossero i responsabili - e ancora, consigliere e assessore Costalonga - No al trasporto pubblico locale veneziano in legge speciale. Va finanziato a parte dallo Stato e anche in separata sede rispetto ai tavoli di crisi sui trasporti nazionali. L'azienda è sana. I problemi arrivano dai mancati introiti del turismo: occorre riconoscere la specificità».

In conferenza anche la senatrice della Lega Nadia Pizzol. «L'esempio dei collegamenti fra le isole croate ci mostra che lo Stato tiene in piedi i trasporti (qui il nazionale agisce in accordo con il locale). Quanto alla legge speciale rimodulata, riconosce tradizioni ed eccellenze imprenditoriali - dice Pizzol - ed evita che chi viene qui con i soldi venga a comprarsi a buon prezzo le attività che le persone non ce la fanno più a portare avanti». «Dobbiamo procedere come lobby, pensiamo a un'aggregazione delle proposte di legge speciale messe assieme, se serve. L'importate è portare a casa risorse», conclude Bazzaro, mentre Costalonga chiede di eliminare i codici Ateco: «hanno bloccato i ristori ad alcune realtà produttive, diventando un ostacolo. Vanno considerate le perdite di fatturato delle imprese».

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