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Bilancio: stangata in arrivo per i cittadini, Orsoni: "Colpa dello Stato"

Nella Giunta odierna si è discusso della delibera che verrà approvata nella prossima seduta, poi passerà al vaglio di Commissioni e Consiglio. Addizionale Irpef da 3 a 4 volte più cara e tagli

Una pesantissima operazione di contenimento della spesa per circa 16 milioni di euro, la ferma volontà di assicurare il livello dei servizi di welfare alla cittadinanza, un'ulteriore e più strutturata azione di efficientamento e razionalizzazione della macchina comunale per ridurre i costi e asciugare progressivamente il numero delle Direzioni attive.

Questa, in estrema sintesi, l’ossatura della delibera che sarà approvata nella prossima seduta di Giunta e che oggi è stata discussa a Ca’ Farsetti da sindaco e assessori in una lunga riunione. Una situazione drammatica ed emergenziale quella che sta vivendo il Comune, dove alle difficoltà generali del sistema Paese si somma una manovra sugli Enti locali che costringe i Comuni a chiudere i propri bilanci fra riduzione di trasferimenti, i vincoli del Patto di Stabilità e l’Imu.

“Un bilancio che cerca di mettere i conti a posto in una situazione di estrema difficoltà - commenta il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni – e che tuttavia, per la prima volta, non utilizza vendite immobiliari per pagare le spese correnti. Ogni spesa deve essere accompagnata dall’indicazione di un’entrata certa, nel senso di una maggiore trasparenza e virtuosa gestione della cosa pubblica. Una manovra – continua il sindaco – che è costretta a imporre un consistente prelievo fiscale alla cittadinanza: un prelievo di cui non siamo responsabili e che va imputato alla Ragioneria dello Stato. La pressione fiscale – spiega ancora Orsoni – è stata comunque contenuta il più possibile fra le fasce di reddito più basse, sotto o in linea con le altri grandi città italiane. Un prelievo reso necessario dalle manovre operate dallo Stato che ci costringe a fare gli esattori per suo conto”.

“Gli enti locali – aggiunge Sandro Simionato, vicesindaco e assessore al Bilancio – sono lasciati soli, isolati, in frontiera, a tentare di dare risposte alla cittadinanza. Senza tenere conto dei meccanismi storici di entrata che a Venezia non ci sono più: Legge speciale e Casinò, e nonostante questo dobbiamo considerarli ai fini del bilancio”.

Tra i parametri di entrata che saranno fissati nella prossima delibera di Giunta, che dovrà essere poi discussa nelle commissioni competenti per poi andare in Consiglio, c’è infatti l’Imu e l’addizionale Irpef, le cui aliquote orientative (Imu al 0,4 per mille per prima casa; 10,6 per la seconda, ma ridotta a 7,6 in presenza di canoni concordati, equo canone, comodati diretti o per affini, e presenza di disabilità al 100%) potranno essere modificate entro settembre. L’Irpef sarà invece calcolata in base a cinque diversi scaglioni progressivi di reddito (esenzione fino a 15 mila euro di reddito annuo e successivi scaglioni fino ad un massimo di 0.8% per redditi superiori a 75 mila euro lordi l’anno).


Una manovra correggibile che sarà discussa anche con la minoranza perché attorno a un tema così fondamentale è necessario il confronto fra tutti. Credo – spiega ancora Simionato – sia importante sottolineare che in tre anni, dal 2010 al 2012, questa amministrazione ha tagliato spese per circa 45 milioni di euro, con uno sforzo importante che ha coinvolto tutte le direzioni. Si attiverà inoltre un’operazione di efficientamento della macchina comunale attraverso una giusta progressività che sarà discussa con le rappresentanze sindacali”.

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