Da civico a consigliere, Gasparinetti pronto a «un'opposizione imprevedibile»

Dal gruppo 25 aprile alla formazione politica Terra&Acqua, terza alle amministrative, con l'intenzione di «guadagnare forza dal radicamento nella società civile»

Marco Gasparinetti consigliere di Terra&Acqua

Per quasi 10 anni portavoce del Gruppo 25 Aprile, nato con l'idea di proteggere residenzialità e residenti a Venezia, Marco Gasparinetti eletto consigliere nella terza formazione politica delle amministrative di settembre, Terra&Acqua 2020, è pronto a varcare la soglia di Ca' Farsetti al primo Consiglio di metà ottobre. «Diamo atto al sindaco Brugnaro della riconferma del suo successo personale. Il risultato - commenta Gasparinetti - fa pensare a una situazione in cui i partiti tradizionali hanno sempre meno presa, e a un successo maturato anche per demeriti altrui, di chi non ha saputo esprimere un'alternativa credibile. La nostra stessa campagna - dice - è iniziata tardi. Dovevamo muoverci prima, senza aspettare le decisioni di alcune formazioni, con cui avevamo dialogato, che poi si sono sciolte come neve al sole: avremmo raggiunto un risultato ancora più alto», dice.

Gasparinetti, avvocato a Bruxelles, non ha mai tenuto nascosti i punti di contrasto con l'amministrazione Brugnaro. Ora conferma che alcuni strumenti utilizzati nella campagna elettorale, come il cartone animato, verranno riproposti. «Terra&Acqua darà conto delle attività del Consiglio comunale attraverso i canali web e social - dice - a conferma del radicamento nella società civile». Entrato in campo, dice: «perché ormai sarebbe stato impossibile deludere le richieste e la volontà della base che mi ha scelto il 16 luglio scorso» per fare il salto in politica, il neo consigliere annuncia un'opposizione "imprevedibile". «Ci sono strumenti che possiamo utilizzare per dare voce a chi non ce l'ha nelle istituzioni. La petizione comunale, ad esempio, permette alla cittadinanza dal basso di far iscrivere all'ordine del giorno del Consiglio, entro 30 giorni dal deposito delle firme, una proposta di iniziativa popolare. Le firme vanno autenticate (con accertamento delle identità), anche da un consigliere, «avendo scelto l'incarico, cosa economicamente per me non conveniente oltretutto - precisa - posso farlo. Ho in mente un'opposizione diversa, fatta di partecipazione. Prendiamo atto - afferma Gasparinetti - del fatto che in 5 anni il sindaco potrà finire il suo lavoro. Ma se la trasformazione consiste nel fare di Venezia un parco a tema con tornelli, il progetto troverà la nostra ferma opposizione». 

Attenzione al commercio di prossimità e contrasto all'apertura di nuovi centri commerciali sono punti del programma che Gasparinetti riafferma. «La nostra posizione sull'inceneritore di Fusina non è quella del Pd, che in Consiglio regionale lo ha approvato. Vigileremo - continua - sull'operato della giunta, attraverso referenti che saranno una specie di alter ego degli assessori. Pur essendo un gruppo con un solo consigliere, il lavoro sarà pari a quello di un'intera squadra, con l'obbiettivo fra 5 anni, di confermare Terra&Acqua e rafforzarla in città». Gasparinetti ricorda le difficoltà vissute nel lockdown. «Ho toccato con mano la fragilità di Venezia. In questo momento c'è bisogno di persone disposte a spendersi. Nel candidarmi ho voluto mettere a disposizione le esperienze maturate in ambito internazionale e accanto a me c'è l'intera squadra di Terra&Acqua pronta a portare in Consiglio le istanze di una piattaforma civica. Andremo a condividere iniziative e ricercare alleanze volta per volta, con il vantaggio di essere formazione dal basso che può parlare con tutti».

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