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Martedì, 25 Gennaio 2022
Politica Marghera / Fusina

Moraglia patriarca "operaio" tra gli operai: "La politica salvi il lavoro"

Il monsignore stamattina ha celebrato messa nello stabilimento Enel di Fusina, Incontrando i dipendenti: "O gli uomini riusciranno a governare il lavoro o la finanza porterà a nuove crisi"

"O la società civile, il mondo dell'economia, della finanza, delle imprese, delle associazioni, i sindacati riusciranno a entrare in una visione nuova o il mondo del lavoro, di volta in volta, vedrà soffrire gli anelli più deboli. Non bisogna che i singoli lavoratori siano l'anello finale di inadempienze a vari livelli". E' il monito lanciato dal Patriarca di Venezia, monsignor Francesco Moraglia, nel corso dell'omelia pronunciata durante la messa natalizia officiata all'interno della Centrale Enel "Andrea Palladio" di Fusina.

Moraglia, che ha sottolineato come la centrale rappresenti "il primo luogo di lavoro in cui sono invitato e ho la gioia di celebrare l'Eucarestia a Venezia", è stato accolto, tra gli altri, dai due direttori Enel dell'Unità di business di Fusina, l'uscente Francesco Bertoli e il neo nominato Fausto Bassi, dai lavoratori della centrale, dai rappresentati del mondo istituzionale, civile e militare della città. "Non c'è  lavoro - ha osservato il Patriarca - che non conosca momenti difficili. Il lavoro è ciò che dona all'uomo la sua dignità. C'è grande sofferenza quando è difficile garantire a tutti il lavoro, vuol dire che qualcosa di dovuto è tolto".

Moraglia ha sottolineato come nell'attuale momento storico "viviamo un momento particolarmente difficile, un tornante della storia: o gli uomini riusciranno a governare il lavoro attraverso una politica saggia o il mercato, la finanza, un'economia sradicata dalla società, diventeranno di volta in volta occasioni di crisi sempre più grandi".

"Abbiamo bisogno come società civile, come persone - ha detto - di dare una grande importanza alla dimensione sociale della nostra vita. Dobbiamo essere portatori di valori che mettano la persona al centro ma non in modo astratto, bensì in relazione con se stessa, con gli altri, con il bene comune. Questo - ha puntualizzato - è il grande compito della politica: o la politica riuscirà a governare, a promuovere, a calmierare il mondo o i mondi del lavoro, oppure qualcun altro lo farà al posto della politica che invece deve avere maggiormente a cuore il bene comune. Bene comune che non è un'astrazione, non è il bene dei singoli ma qualcosa di più complicato. Il mondo del lavoro - ha concluso il Patriarca - sarà sempre più il risultato di componenti che o trovano l'armonia o arriveranno al conflitto". (Ansa)

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