Domenica, 21 Luglio 2024
lo scontro / Scorzè

Michieletto espulso dalla Lega, volano stracci tra Marcato e il sindaco Mestriner

Dopo l'estromissione dal partito del consigliere, la difesa dell'assessore regionale e l'attacco del neoeletto sindaco di Scorzé: «Operazione di trasformismo, tradimento per accordo con la sinistra». La prova dei numeri

«Apprendo dai giornali (non dal partito) di essere stato espulso dalla lega, non dalla Lega, quella che per decenni mi ha appassionato e coinvolto, ma dalla lega (minuscolo) o da ciò che ne rimane [...]. Sono veneto e legato al mio territorio, sono della generazione del "padroni a casa nostra" non ho interesse a restare in un gruppo sedicente sovranista, vicino a fascisti e nazisti europei e senza una linea politica condivisibile». Non ha usato parole tenere il consigliere regionale Gabriele Michieletto, commentando sul suo profilo Facebook la notizia della sua esplusione dalla Lega, decisa dal Consiglio Federale come reazione alla scelta dello stesso Michieletto, insieme alla sezione locale di Scorzè, di sostenere la sindaca uscente Nais Marcon (leghista, poi sconfitta) e non il candidato scelto dal partito, Giovanni Battista Mestriner. Un'espulsione che segue quella di altri ormai ex leghisti di Scorzé, e che sta provocando strali pubblici a livello locale e regionale, a poche ore dalla conclusione del ballottaggio che ha visto Mestriner vincere al ballottaggio con il 52,88% dei voti e promettere una pacificazione.

Botta e risposta Marcato-Mestriner

È stato l'assessore regionale Roberto Marcato, uomo forte della Lega in Veneto e da sempre critico riguardo la linea del consiglio federale guidato ora dal segretario Matteo Salvini, a usare parole al miele per Michieletto, che in queste ore sta ricevendo vari attestati di solidarietà sui suoi profili. «Con Michieletto si perde un pezzo importante, non è sostituibile. La Lega senza Michieletto è una Lega a cui manca qualcosa» ha detto Marcato interrogato a riguardo da ReteVeneta. Marcato ha descritto il consigliere regionale come un militante della Lega da trent'anni, un comuunicatore e un uomo di territorio. «Io avrei dato una sanzione, ma lo avrei convocato per capire come mai si era arrivati» a quanto successo, cioè a non accettare il candidato del partito. 

Ma un'altra parte delle dichiarazioni di Marcato, quella in cui l'assessore regionale ha affermato che "la sindaca uscente da sola ha fatto il 47% e Mestriner con tutto il centrodestra solo il 53%" ha spinto lo stesso sindaco Mestriner a entrare nella polemica, a poche ore dalla tentata distensione. «Nais fa il 47% con tutto l'appoggio della sinistra. Seggio per seggio, è dimostrabilissimo. Il tradimento politico di Gabriele Michieletto, e di chi lo ha seguito, è proprio in quello - scrive oggi Mestriner sulla sua pagina Facebook - L'operazione era di un trasformismo ed opportunismo puro. Ma Roberto Marcato, che dovrebbe sapere far di conto, volutamente non lo dice. Forse non se ne era accorto. Era troppo impegnato da tre mesi a mettere "mi piace" ai post Nais e di Gabriele» conclude il sindaco.

L'analisi dei numeri

Sono in effetti proprio i numeri intorno alle elezioni di Scorzé che stanno tenendo banco, con la Lega che ha preso circa un terzo dei voti della lista "Scorzé Terra Veneta" creata dai leghisti dissidenti in sostegno di Marcon, e che si prestano ad interpretazioni diverse. 

Rispetto al primo turno, al secondo turno Marcon ha ottenuto circa 600 voti in più, con ogni probabilità provenienti dal bacino degli elettori del centrosinistra, che però di voti al primo turno ne aveva raccolti 2 mila. Mestriner invece ha preso circa 400 voti in meno al secondo turno rispetto al primo, comunque sufficienti per vincere dato il calo dell'affluenza. Rispetto al 2019, quando Marcon, sostenuta da Mestriner, aveva trionfato al primo turno con il 73% delle preferenze, si nota che la lista "Mestriner per Nais" aveva raccolto 4800 voti, 400 in più dei voti totali raccolti dalla coalizione d Mestriner quest'anno (ma l'affluenza nel 2019 è stata più alta), mentre la Lega aveva raccolto 2600 voti, circa 400 in meno del totale dei voti raccolti da Marcon al primo turno quest'anno. I voti del centrosinistra invece sono stati 2400 nel 2019, 2100 quest'anno. Alla prova dei numeri, il mancato sostegno leghista (della Lega locale) a Mestriner ha spostato più o meno i 2600 voti raccolti già nel 2019, con Mestriner che ha dimostrato un consenso personale che prescinde dai partiti. 

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