Il ministro Costa al Porto: «In autunno il protocollo fanghi e una soluzione per le navi»

«Ci abbiamo messo più del previsto, tutto doveva procedere di pari passo». Bonifiche: «al via e per i marginamenti altri fondi se serve». Inceneritore: «Si può evitare»

I ministri Costa e D'Incà a bordo della barca elettrica con Sara Visman ed Elena La Rocca

Le bonifiche partono a Marghera e i marginamenti lagunari, che riguardano il tema del dissesto idrogeologico, sono stati finanziati e qualora dovessero emergere ulteriori necessità prevediamo altri fondi. Venezia è la priorità». È il ministro dell'Ambiente Sergio Costa a intervenire martedì mattina, poco prima di salpare a bordo di un'imbarcazione elettrica insieme a Federico D'Incà, ministro per i rapporti con il Parlamento e le consigliere e candidate 5 Stelle, Sara Visman ed Elena La Rocca, per una perlustrazione dei marginamenti in alcuni canali del Porto.

Il brand green

Costa affronta anche il tema delle grandi navi, «la questione deve collimare con il protocollo fanghi - commenta - È una sfida. Ed è anche garanzia che le cose procedano di pari passo. Sappiamo che c'è urgenza, ma non dobbiamo agire in fretta. Sono convinto che le risorse messe a disposizione per chiudere l'esecutività del progetto dei marginamenti siano essenziali. Per le bonifiche sono stati aperti canali di negoziazione e abbiamo firmato l'accordo di programma con la Regione per cui ci sono le risorse e le bonifiche possono partire. È il momento di decollare». Le grandi navi, dice: «attraverso un consorzio di ministeri, Ambiente, Cultura e Trasporti, stiamo lavorando a una soluzione strutturale e definitiva. La mia idea è quella dell'offshore. Occorre una tutela anche dal punto di vista economico delle imprese; le stesse compagnie crocieristiche dicono di essere interessate a manifestarsi con un brand green».

Protocollo fanghi e inceneritore

L'ultimo miglio del protocollo fanghi potrebbe arrivare in autunno, secondo Costa. «Il mit ha licenziato tutti gli articolati e allegati a favore del ministero dell'Ambiente. Li abbiamo costruiti assieme alle strutture come l'Ispra e siamo in via di licenziamento anche con la parte dell'Istituto superiore di sanità, per tutta la parte "tossicologia" dei fanghi. Non potevamo avere un protocollo a pezzi. Esso è la base ambientale e sanitaria per una sana progettazione della laguna. Non c'è l'intento di scavare, ma l'intenzione di diversificare le tipologie di fanghi e capire quanto e come movimentarli». Per Sara Visman, candidato sindaco, «solo con le bonifiche di cui abbiamo avuto conferma questo territorio può accogliere nuove attività produttive. Abbiamo chiesto anche un occhio di riguardo per il problema dell'inquinamento e dell'incenerimento dei rifiuti». Il ministro Costa sul termovalorizzatore di Fusina conferma, «non è di competenza ministeriale ma regionale. Faccio un appello al prossimo presidente della Regione Veneto: non lo fare. Io dico che ci sono alternative e lo abbiamo dimostrato pubblicando il decreto legislativo e un pacchetto di fondi per l'economia circolare sabato scorso». 

La marea a 130 per il Mose

«Stiamo cercando di capire se con alcuni emendamenti possiamo migliorare la presenza del ministero dell'Ambiente», sostiene D'Incà sull'articolo 95 del decreto agosto del governo che ha istituito l'Autorità per la laguna, in cui si fa riferimento al ministero delle Infrastrutture come istituzione di riferimento, mentre quello dell'Ambiente viene menzionato nel Comitato di gestione, come in precedenza era previsto dal Comitatone. «L'Autorità nasce con la massima attenzione alla tutela dell'ambiente e della laguna, una sorta di nuovo Magistrato alle acque con più capacità, spacchettando da una parte una autorità che è un ente pubblico non economico, e dall'altra parte una società in house. Penso questo sia un grande passo avanti per la gestione della laguna di Venezia e del Mose. Vigileremo perchè non succedano più gli scandali del passato e perchè, dopo decenni di attesa, sia una struttura utile ad evitare che l’acqua alta torni a minacciare Venezia - Sulla soglia dei 130 centimetri di marea per l'innalzamento delle barriere, infine D'Incà afferma - . Al momento quello è il parametro definito dai tecnici. Credo vi siano tutte le possibilità per fare le verifiche con le prime prove, per abbassarlo».

Il gpl di Chioggia

 D'Incà esprime soddisfazione per la decisione sul gpl di Chioggia, all'interno del decreto agosto e che ne ha stabilito lo spostamento con un contributo economico del governo. «È una norma fatta per i siti in progettazione o costruzione all'interno delle zone Unesco, ha spazi limitati di applicazione e va incontro alle esigenze del territorio. Da un confronto con i residenti - dice il ministro - ho percepito l'esigenza di una norma che andasse in questo senso. In quegli spazi possono insediarsi nuove aziende o attività vicine al territorio come la pesca. Abbiamo iniziato una piccola rivoluzione green - conclude - promuovendo l’uso di barche elettriche in laguna grazie alle quali sarà possibile ridurre l’inquinamento dell’aria, acustico e le vibrazioni che si riverberano sulle sponde dei canali».

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