Mira, gazebo lontano dal Municipio e presidio dall'altra parte della piazza

Dori: «Esclusa Piazza IX Martiri per regolamento, Fn ha fatto richiesta regolare per lo spazio». Terrin: «Il fascismo non esiste». Vivian: «Noi allo scuro». Anpi: «Impedire questo oltraggio»

Mira sabato mattina

A piazza IX Martiri, davanti al Municio di Mira, sabato mattina ci sono i banchi dell'associazione coltivatori con i prodotti locali. Nessun gazebo. Quello di Fn (Forza Nuova) è spostato dall'altra parte della strada, a 3-400 metri. Però c'è. «Oltraggio» per l'Anpi e tutte le organizzazioni, movimenti, partiti e sindacati antifascisti miresi e della Riviera, «che si oppongono nettamente e chiedono alle istituzioni e alle forze dell'ordine di impedirlo». Per il sindaco Marco Dori il gazebo andava certamente spostato «per rispetto alla storicità della piazza e per regolamento comunale», ma il partito ha fatto normale richiesta di concessione dello spazio.

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Spazi pubblici

«Non siamo fascisti ma patrioti - dice Adriano Terrin di Fn -. Ci devono spiegare il motivo del diniego della strada accanto all'edicola che avevamo chiesto. Qui non abbiamo neppure bar e i servizi». «Chiamano in causa diritti democratici e e sono i primi a disconoscerli - dice la consigliera Lavinia Vivian di Mira in Comune, che ha raggiunto il presidio vicino al ponte e parla del gazebo. Quanto al Comune: «Dopo l'incidente sfiorato l'anno scorso, con la comparsa a nostra insaputa di Fn di fronte al Municipio, pensavamo l'amministrazione gestisse diversamente la situazione. Invece anche sta volta eravamo allo scuro. Non comprendiamo la ragione di questa presenza in una città come Mira». «Abbiamo pagato un grande tributo di sangue per riscattare il nostro paese dall'infamia del ventennio fascista - scrive Anpi - che portò l'Italia in una tragica guerra che costò oltre 56 milioni di morti.
Mira ancora una volta dice no, e inviata tutti i cittadini a vigilare».

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