Reddito di emergenza: 3 miliardi gestiti dai Comuni e un piano per il turismo

Anticipazioni dei sottosegretari all'Interno, Achille Variati, e all'Economia, Pier Paolo Baretta sulle prossime misure del governo. Trattative europee: «Misure insufficienti, restiamo per gli eurobond»

Pier Palo Baretta, Achille Variati

Un nuovo dpcm del governo Conte per rinviare la ripartenza, il fronte difficile delle trattative con l'Europa, le imprese che vogliono riaprire e chiedono liquidità, ma con maggior rapidità e tempi più lunghi per la restituzione. E poi i Comuni che a causa del rinvio delle imposte, e senza multe, rischiano la tenuta dei bilanci. «Varie misure sono state messe in campo e altre stanno per arrivare - anticipano venerdì in videoconferenza i sottosegretari all'Interno, Achille Variati, e all'Economia, Pier Paolo Baretta -. Dopo il cura Italia e il decreto liquidità, un dl è in arrivo dopo Pasqua, che potrebbe fornire denaro fresco per altri 55-60 miliardi. Recuperato lo strappo con i Comuni, che avevano lasciato il tavolo chiedendo 5 miliardi due giorni fa. «Il governo, dopo l'anticipo del 67% del fondo di solidarietà lascia a disposizione degli enti locali l'avanzo di bilancio che - spiega Variati - in origine doveva essere destinato solo agli investimenti, rimettendo a disposizione delle amministrazioni circa 300 milioni». Un altro miliardo e 700 milioni rimarranno ai Comuni perché i debiti dovuti alla cassa depositi e prestiti, per gli investimenti, riguarderanno solo gli interessi, quindi ci sarà un risparmio di risorse. Dopo i 400 milioni, molto probabilmente spetterà di nuovo ai Comuni gestire il reddito di emergenza, una misura individuata per le nuove difficoltà e bisogni di liquidità.

Reddito di emergenza

C'è la necessità di dare sostegno sociale alle fasce esposte e senza reddito, senza ammortizzatori, o con misure di sostegno ormai agli sgoccioli: «gli stagionali che hanno finito la Naspi e non tornano al lavoro, i commercianti dei piccoli negozi o i lavoratori degli eventi che riguardano il tempo libero. Stiamo definendo un'entrata simile a quella delle partite iva che porteremo, in questo ultimo caso, da 600 a 800 euro ad aprile e maggio», dice Baretta. Il reddito di emergenza non sarà di 400 milioni, come i buoni alimentari, ma si aggirerà attorno ai tre miliardi, in modo da coprire una popolazione più ampia, in base alle prime indicazioni del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Nunzia Catalfo. 

Un fondo 

Per i Comuni, sempre nel decreto di aprile, spiegano Variati e Baretta, troverà spazio un fondo specifico per i Comuni italiani che non hanno più entrate come la Tari, imposte varie per pubblicità e plateatici, rette di asili nido, oltre alla riduzione che deriva dalla decadenza dell'Irpef. «Tutto questo mette in squilibrio i bilanci che potrebbero trovarsi in una situazione drammatica - spiega Variati - il governo metterà a disposizione il fondo per colmare i minori gettiti». È inoltre in arrivo una circolare che consentirà la nomina di un vicesegretario, scelto dal sindaco, tra i dipendenti laureati in servizio da almeno due anni, per assumere la funzione piena di segretari, laddove la sede sia vacante. «Situazioni - spiega Variati - che generano gravi ripercussioni - perché in quelle amministrazioni non si possono fare delibere e giunte. Sono in consegna poi altre risorse per la sanificazione - aggiunge il sottosegretario all'Interno - , che verranno quantificate in base ai dati dei positivi al virus che risultano Comune per Comune, in modo da dare più soldi ai più interessati all'infezione, e ciò varrà per due terzi della quantificazione, mentre per un terzo i soldi verranno assegnati in base alla numerosità della popolazione». Proroga anche della cassa integrazione in deroga, probabilmente altre 9 settimane, ricordando, dice Baretta, che riguarda tutte le aziende da un dipendente in sù. «In Veneto ha avuto una richiesta molto rilevante specie nel turismo, per evitare licenziamenti, ma anche nei trasporti». Nel nuovo decreto ci sarà la proroga della sospensione dei pagamenti di Iva e ritenute anche per aprile e maggio. 

Finanziamenti

Sulla liquidità alle imprese «ci siamo attivando affinché si proceda celermente attraverso le banche, ma - ricorda il sottosegretario all'Economia - la possibilità di accedere a questi fondi rimane fino al 31 dicembre 2020, anche per poter programmare investimenti: fino ai 25 mila euro senza valutazione preventiva della banca».

Piano turismo

Pesante la crisi per il turismo in Veneto che è prima regione italiana per flussi di visitarori. «È allo studio un piano nazionale per agevolare il turismo in Italia, ma vorremmo costruire misure più spefiche assieme alle Regioni e agli Enti locali, albergatori e operatori turistici per il sostegno e per il rilancio turistico vacanziero in Italia - spiega Baretta che pensa ad agevolazioni fiscali o incentivi -. Il turismo va rilanciato da subito», aggiunge. È la linea del governatore del Veneto Luca Zaia. «Per quanto mi riguarda le spiagge sono aperte da subito - ha commentato il presidente venerdì - bisogna tener presente - pensando ai flussi turistici - che il coronavirus è pandemia». Resta da capire le tempistiche di riapertura, in termini di pianificazione delle aziende. «Di sicuro - afferma Variati - la ripresa delle attività economiche e le visite ai parenti nel mese di aprile non saranno possibili». In linea generale, e al di là dei codici Ateco delle attività produttive e delle deroghe delle prefetture, «restano importanti i suggerimenti dai territori, che verranno presi in considerazione dal comitato tecnico centrale, ma dovranno essere oggetto di un accordo che comprenda anche la salubrità del trasporto al posto di lavoro». «Ci sono aziende in Veneto, dice Zaia - che sono già disponibili ad avviare la sperimentazione in vista della riapertura, con controlli, misurazioni tre volte al giorno della temperatutra, ecc. ma la vera partita rimane quella di rendere disponibili i dispositivi di protezione sul mercato».

Eurobond

Sulle trattative europee Baretta conferma la posizione del presidente Conte. «Una battaglia politica molto dura, è stato raggiunto un primo compromesso e punto di snodo importante per 500 miliardi erogati attraverso 200 miliardi della Bei come fondo di garanzia, altri 200 miliardi per il finanziamento con la cassa europea, e il meccanismo Mes (meccanismo europeo di stabilità) senza condizionamenti, finalizzato al sostegno diretto e indiretto delle spese sanitarie. Per noi è una misura totalmente insufficiente, servono almeno il doppio delle risorse, afferma Baretta - non abbiamo rinunciato ai coronabond, rimangono nelle proposte dei capi di governo, pronti per il secondo tempo di una battaglia che stiamo facendo».

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La Lega

Sul Mes, commentando Confindustria, interviene anche l'europarlamentare della Lega Paolo Borchia. «Le parole del leader uscente di Confindustria Vincenzo Boccia sulla riunione dell’eurogruppo, mi sorprendono in negativo - afferma Borchia - in particolare quando afferma la necessità di ricorrere al Mes: incomprensibile. L’applicazione del Mes è propedeutica alla consegna delle chiavi del Paese alla Troika, la stessa che in un decennio ha imposto al popolo greco circa 450 riforme improntate all’austerità. Una prospettiva nefasta per il nostro Paese, per il suo tessuto imprenditoriale e per gli stessi cittadini».

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