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Ancora niente voto su Galan, la Giunta rimanda tutto a giovedì

Nulla di fatto mercoledì mattina, ancora nuovi elementi da valutare. Ma La Russa garantisce: "Non chiederemo un'altra proroga, una è bastata"

Il primo giorno di consultazioni si è concluso con un nulla di fatto per la Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera: ancora niente voto sull'arresto dell'ex governatore del Veneto Giancarlo Galan. A illustrare i motivi del rimando il relatore del caso, Mariano Rabino di Scelta Civica, che spiega come i nuovi elementi emersi nell'inchiesta, i numerosi interventi durante la seduta e la terza nota difensiva dello stesso accusato abbiano obbligato a prendere altro tempo (tempo comunque previsto, visto che per la Giunta c'è tempo fino a giovedì).

NUOVE QUESTIONI - “Sono emersi altri elementi - ha aggiunto Rabino - come la terza memoria presentata dal deputato Galan, e sono state avanzate altre richieste. Quindi come mi è stato suggerito nelle prossime ore aggiornerò la mia relazione, anche se la mia posizione è chiara da diversi giorni. Il mio parere sarà inviato in serata ai commissari e sarà illustrato e riassunto nella riunione di domani”. Tra le tante richieste a cui ha accennato il deputato di Scelta Civica c'è anche quella di Forza Italia, che ha chiesto di valutare se la novella legislativa, che prevede gli arresti domiciliari e non la custodia in carcere per ipotetiche condanne non superiori a tre anni, possa essere applicata in questo caso.

NIENTE PIÙ RINVII – Chi teme in un ennesimo slittamento dell'ora fatidica può comunque rasserenarsi: “Abbiamo chiesto e avuto già una proroga – ha spiegato il presidente della Giunta Ignazio La Russa - non possiamo chiederne due”. Giovedì, in quella che sarà quindi l'ultima riunione della Giunta sul caso “saranno concessi cinque minuti a testa a chiunque voglia esprimere il suo parere nelle dichiarazioni di voto, perché credo - ha concluso La Russa - che questo dovrebbe essere un voto individuale e non del gruppo di appartenenza”. L'aula della Camera voterà invece il 15 luglio alle ore 17 sulla richiesta di arresto. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Prima del voto, previsto un dibattito di tre ore.

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