Gli amici dei gasometri vanno dai candidati per il loro progetto sull'area

«Sono fonte di lavoro per almeno 100 giovani. Occorre dare opportunità di residenza. Sì al palazzetto dello sport e a un centro per insegnare la voga alla veneta agli studenti»

Area ex gasometri, immagini della manifestazione del primo giugno scorso

Vogliono incontrare i cittadini, ma intendono naturalmente verificare la disponibilità dei candidati a vario titolo, alle prossime comunali, ad accogliere le loro proposte. Sono gli Amici dei gasometri, un movimento che per il futuro «immagina un grande parco urbano restituito alla città nell'antico campo San Francesco con alberi, fiori, illuminazione e restauro dell'archeologia industriale. In alternativa agli appartamenti di lusso autorizzati».

I precedenti

Il movimento sta inviando una lettera aperta alle famiglie e intende incontrare i candidati sindaci, i componenti delle liste, e i due contendenti alla presidenza della municipalità di Venezia-Murano-Burano. «Il Comune di Venezia ha gestito igasometri per 14 anni. Nel 2000 la proprietà privata dei gasometri passò in mano pubblica per la realizzazione di un terminal servizi per il giubileo. In oltre un decennio è stata cambiata la destinazione d'uso e aumentati i volumi edificabili per costruire nuovi fabbricati. Nel 2014 la proprietà pubblica decise di liberarsi dell'area e di privatizzarla. È stata venduta con l'autorizzazione per nuove costruzioni, a patto che fosse realizzata una palestra per le scuole e alcune opere a beneficio collettivo». A maggio 2019 Mtk ha acquistato l'area dai privati e iniziato a bonificare a febbraio 2020.

Case per i giovani

«Abbiamo studiato i problemi fondamentali e siamo pronti a proporre soluzioni compatibili - dice Vittorio Baroni, tra i promotori del movimento -. I gasometri vanno intesi come fonte di lavoro per almeno 100 giovani studenti nei settori alberghiero, ristorazione e amministrazione. Con un progetto europeo ad hoc - sottolinea Baroni - si potrebbero ridurre i costi delle case in affitto o acquistabili dai giovani con mutuo. Serve un accordo con Ater, i proprietari di case, le agenzie immobiliari, le banche. Bisogna dare un'opportunità di residenza ai giovani e togliere il degrado».

Un centro per la voga alla veneta

Tra le proposte anche l'arredo urbano con i materiali del Cadore in memoria dei 600 anni del “Privilegio Ducale” firmato con la Serenissima nel 1420. Il movimento punta a far restaurare la vera da pozzo del 1500 da maestri artigiani veneziani con il coinvolgimento delle scuole. «Sì al palazzetto dello sport per le scuole alla Celestia, dentro alle Galeazze dell'Arsenale, magari attivando un laboratorio formativo per la sicurezza dei giovani nella navigazione in barca con rilascio del patentino. Sì a un nuovo centro scolastico per insegnare la voga alla veneta agli studenti delle primarie, medie e superiori». Il movimento sostiene la gestione pubblica della darsena con installazione di una colonnina di ricarica barche elettriche, nuovi posti da assegnare solo a residenti e negozi della zona.

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