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Consiglio comunale in streaming del 23 novembre

Consiglio comunale in streaming del 23 novembre

Grandi navi a Marghera: a maggioranza va avanti la mozione del sindaco

L'unanimità del Consiglio sulla legge speciale è lontana. La minoranza presenta 2 documenti distinti sulle crociere e il porto: «No allargamento del Vittorio Emanuele». Zecchi con il sindaco. Brugnaro: «Servi di Roma»

Se il Consiglio comunale aveva fatto sintesi, votando all'unanimità la scorsa settimana il rifinanziamento della legge speciale (150 milioni all'anno per 10 anni), nella seduta del 23 novembre è tornato a spaccarsi. Sono emerse tre posizioni diverse sulle crociere e il porto. Il voto di maggioranza dei consiglieri ha stabilito che sarà presentata a Roma, al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e all'esecutivo, la mozione del sindaco Brugnaro, che prevede la soluzione del transito delle grandi navi lungo il canale Vittorio Emanuele, dopo uno scavo idoneo a consentire il passaggio e il successivo percorso sul canale Nord, lato Nord: la soluzione Marghera. In comune maggioranza e opposizioni mantengono la volontà di sollecitare un intervento dal governo per risolvere la situazione dei 5 mila operatori della crocieristica, del turismo e del porto, che non lavorano da inizio 2020. Per il resto la distanza è siderale. Il Pd (e la sua mozione) Terra e Acqua, Tutta la città insieme! (che ne presenta un'altra propria), il Movimento 5 Stelle, Venezia è tua (con la consigliera Cecilia Tonon) e Verde Progressista (con il consigliere Gianfranco Bettin) sono contrari all'allargamento del canale e anche alla commistione tra navi commerciali e passeggeri che si verrebbe a generare in un tratto del canale Malamocco Marghera, poco distante dal Vega, da Fincantieri e da Pilkington.

Il canale dei Petroli e Martini

Per il consigliere Giovanni Andrea Martini, «serve la valutazione di un organismo esterno. Abbiamo - afferma - tante volte invitato il sindaco Brugnaro ai dibattiti in sala San Leonardo sulle grandi navi, alla presenza del professor D'Alpaos, sui rischi ambientali e sanitari legati ai fanghi. La sedia è rimasta vuota». Per Bettin, «non si può puntare il dito contro la perdita di tempo, quando per mesi ci fu un'ostinazione a portare avanti l'opzione, poi fallita, dello scavo del canale Contorta». Per il sindaco Brugnaro i carotaggi del canale, «rimasti bloccati dalla mancanza del protocollo ancora non licenziato, nonostante gli annunci del governo, avrebbero dimostrato quello che diciamo da tempo, cioè che si tratta di fanghi buoni. Quello che viene dragato è ciò che si deposita sui fondali e necessita di manutenzione per il mantenimento dei pescaggi. Ricordo che abbiamo perso la nave orientale da 8500 Teu», afferma. Attraverso il canale dei Petroli è possibile far passare fino a 3 navi alla volta in alternanza, per il sindaco, strada che ha sempre sostenuto, incassando il «sì» dal comitatone del 2017, all'epoca del quale c'era Pier Paolo Baretta. Contrarie alcune categorie sindacali quali la Fiom e la Filctem Cgil, preoccupate per un'evoluzione della crocieristica in zona industrale e la Uiltec, sigla che riflettendo sulla precedenza delle navi passeggeri rispetto a quelle commerciali, teme ci possano essere lungo il canale dei Petroli dei rallentamenti per le attività produttive. La soluzione Marghera, secondo la mozione Martini, «si riferisce a un sito inquinato, pericoloso, che interferisce con i traffici commerciali, che necessita di tempi lunghi e infine che vogliono i poteri forti non i cittadini».

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Il Pd e il piano morfologico

«Sui 2200 ettari di Porto Marghera in 30 anni non si è fatto nulla - affermano il sindaco e il consigliere Stefano Zecchi del Partito dei Veneti - Si è fatta la corsa per entrare nel Sin (sito di interesse nazionale) - dice Brugnaro - un ente che è arrivato solo a scrivere accordi per far pagare alle imprese parte della spesa per le conterminazioni. Non si è mai sentito che le navi ormeggino fuori dalla laguna - afferma Brugnaro - E la soluzione Duferco la comunità di Cavallino non la vuole e io solidarizzo». C'è accordo tra il Pd e il sindaco sulla necessità di programmare al più presto i lavori alla conca di navigazione di Malamocco. «Ci deve essere rispetto istituzionale e leale volontà di collaborazione - afferma la consigliera Pd Monica Sambo - mentre finora le Municipalità non sono mai state ascoltate. Il riferimento al Recovery fund della nostra mozione è fondamentale anche per avviare un ragionamento di pianificazione portuale, aprendo una discussione sull'Alto Adriatico. Siamo contrari allo scavo del Vittorio Emanuele. Siamo nel 2020 e tutelare allo stesso tempo ambiente e lavoro è possibile. Sviluppare delle attività compatibili con il sistema di Venezia è la nostra prospettiva, che vede come centrale anche lo sviluppo di un'economia veneziana diversificata che va dalle attività culturali, a quelle industriali, a quelle produttive (a partire dall’artigianato)». «Il Vittorio Emanuele aveva una larghezza di 50 metri - sostiene il consigliere Marco Gasparinetti - ne servono 200 per le navi, se non si tratta di scavo di un nuovo canale, si deve considerare la pressione ulteriore che potrebbe generare il flusso d'acqua e questa valutazione non si può definire "manfrina"». Visman ricorda il piano morfologico, «fu respinto dal ministero dell'Ambiente e rispedito al Corila che l'aveva fatto fare dal Consorzio Venezia Nuova. Marghera non è l'unica soluzione per le grandi navi e non si può forzare la laguna». Brugnaro attacca ancora l'Autorità per la laguna. Il vicesindaco Andrea Tomaello dice: «quando Brugnaro parla di traditori si riferisce al fatto il governo ha tolto al territorio la possibilità di decidere sulle proprie infrastrutture, quando al referendum sull'autonomia e alle elezioni i cittadini hanno chiesto il contrario».

La votazione

A fine dibattito, prima della votazione, il sindaco riprende la parola. «Dalle opposizioni ho sentito solo mozioni vuote - e ringrazia Zecchi per il segnale di lealtà - State buttando via la dignità. Siete servi dei partiti romani. Saremo noi a difendere i lavoratori, noi a difendere il porto, la città dalle acque grande, saremo noi a vigilare sul completamento del Mose. Avete paura di dire la verità ai cittadini». Bettin e Visman rimandano al mittente: «Quando non ha argomenti ricorre agli insulti - dice Bettin - la soluzione Marghera è sbagliata e complicata, antagonista al porto commerciale e all’industria, dannosa per l’equilibrio dell’ecosistema, farà perdere altri anni e rischia di mettere davvero a repentaglio il lavoro e la stessa funzione portuale». «Non sono serva di Roma, rigetto al sindaco», dice Visman. La prima mozione, di maggioranza, quella della soluzione Marghera, passa con 24 voti a favore, fra i quali quello del consigliere Stefano Zecchi, 12 contrari e un astenuto. La seconda, quella di Martini, ha i voti favorevoli di Bettin e Visman, mentre tutto il Pd non partecipa al voto. La terza, del Pd, ha 13 voti a favore, tra cui quello di Martini, 24 voti contrari tra cui quello di Zecchi, e non passa in Consiglio. «La maggioranza ha volutamente rotto il fronte unitario - commenta Baretta - rifiutando di cercare soluzioni condivise. Gli attacchi strumentali al governo, il rifiuto di collaborare con l’Autorità per la laguna - dice - sono serviti a giustificare la non volontà di procedere insieme. L’utilizzo della diretta per arrogarsi la pretesa di essere i soli difensori della città serve a nascondere l’assenza di strategia». (Sotto, il tweet della soluzione grandi navi del sindaco e della maggioranza).

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