Noi per Venezia contro Brugnaro alle amministrative

Presentazione del programma venerdì in Lista di Spagna. «Residenzialità, turismo, lavoro e ambiente: tutto da rifare»

Piazza Ferretto, archivio

Sarà il co-fondatore del progetto Noi per Venezia, Francesco Duse, a presentare il programma del polo civico che correrà alle amministrative veneziane di quest'anno, venerdì 21 febbraio in Lista di Spagna. «Veneziani e mestrini, cittadini, studenti, pensionati, professionisti ed imprenditori, persone che ogni giorno si scontrano con i problemi della città, sono chiamati a scegliere e decidere per il futuro del nostro territorio. Venezia e Mestre, due realtà urbane completamente diverse, con esigenze diverse, due città e un unico Comune con enormi criticità», apre il volantino di presentazione.

Residenzialità

Noi per Venezia parte da «un tavolo di confronto con le categorie produttive, uno con le forze dell’ordine per combattere degrado e delinquenza, e un altro con le associazioni che per Venezia stanno facendo moltissimo». Interventi a favore della residenzialità e contrasto allo spopolamento «sia a Venezia che a Mestre, con unità abitative a prezzi abbordabili» che fermerebbero anche le chiusure dei negozi di vicinato. «Intendiamo affrontare la gestione dei flussi turistici. A Mestre i cittadini stranieri che di fatto sostituiscono i residenti autoctoni utilizzano la città come vero e proprio dormitorio», quindi si aggiunge ai precedenti anche un tavolo con Ater e con la Regione Veneto, allo scopo.

Sicurezza e sociale

«La situazione ambiente è grave - scrive Noi per Venezia - Terraferma e laguna sono tra le 10 città più inquinate d’Italia. Il traffico acqueo e veicolare sono fuori controllo e portano per gran parte dell’anno allo sforamento della soglia di PM10, assieme all'apporto del transito delle navi». Mentre sul fronte della sicurezza Mestre è diventata «colonia della mafia nigeriana dedita allo spaccio. Zone come via Piave e Stazione ferroviaria sono di fatto interdette ai cittadini». Non meno preoccupante il sociale, per questa formazione, dove serve, scrive Noi per Venezia, «una redistribuzione dei servizi alla cittadinanza e una razionalizzazione dei servizi anagrafici, che devono essere resi più accessibili - così come è necessaria l’assistenza alla popolazione anziana». Per l'economia il focus è sull'artigianato: «sono state perse molte imprese tra botteghe e piccoli negozi di vicinato con pesanti ricadute sull’occupazione e sulla qualità dell’offerta commerciale ai cittadini», quindi occorre «invertire la tendenza».

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L'antica Posta e il turismo

Alle problematiche citate si aggiungono quelle relative a «intere aree abbandonate, ponti dissestati, palazzi con problemi statici e un traffico acqueo letteralmente fuori controllo. In piazza Barche - sottolinea il manifesto - si vuole alienare l’antica Posta, edificio storico risalente ai tempi della Serenissima, per lasciare spazio a un edificio multipiano a uso direzionale, distruggendo un pezzo pregiato del patrimonio storico». Alcuni punti del programma riguardano: «il sanzionamento delle strutture ricettive abusive, la regolazione degli affitti turistici privati a breve termine, una moratoria (vera) sull’apertura di negozi di gadget e take away in tutta la Venezia, un piano di incoming che preveda la prenotazione obbligatoria delle strutture ricettive, e l'utilizzo della tassa di soggiorno per finanziare iniziative a favore di un turismo sostenibile e di profilo più alto».

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