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A Venezia arriva il commissario, attesa per il suo annuncio in laguna

Dopo lo scioglimento del Consiglio comunale dal Governo si aspetta la decisione sulla nuova guida che dovrà traghettare la città alle elezioni

Chi sarà il traghettatore di Venezia? E' attesa in questi giorni la nomina ufficiale del commissario prefettizio che dovrà portare la città alle elezioni. Per quanto tempo rimarrà in carica ancora non lo si sa. Visto che l'apertura delle urne potrebbe arrivare già in autunno o, come recita la legge e spera anche il Partito Democratico, la prossima primavera. A scadenza naturale del mandato. In ogni caso il nome della prossima guida lagunare, che con ogni probabilità si avvarrà anche di alcuni "vice" è già stata decisa. Non qui, a Ca' Corner. Ma a Roma, dal ministro dell'Interno Angelino Alfano. Nelle stesse ore, dunque, si dovrà decidere se portare in Consiglio dei ministri, come riporta anche La Nuova Venezia, un decreto per anticipare nel caso la tornata elettorale. La palla di fatto è in mano al premier Matteo Renzi, che dovrà soppesare i pro e i contro di una congiuntura di certo difficile per la città, che è anche comune metropolitano. Niente Provincia, niente sindaco, niente città metropolitana. Senza elezioni anticipate si potrebbe quindi costituire un vuoto amministrativo senza precedenti.

QUANDO SI ANDRA' A VOTARE?

Per questo motivo anche da Roma sarebbero intenzionati a scegliere una persona non solo molto preparata, ma anche che già abbia avuto a che fare con Venezia in passato. Si fa il nome di Valerio Valenti, ex viceprefetto vicario di Venezia fino al 2002. Ma anche di Luciana Lamorgese, prefetto di Venezia e oggi capo di gabinetto del ministro Alfano. In lizza pure l'ex prefetto di Treviso Aldo Adinolfi e l'ex prefetto di Pordenone Pierfrancesco Galante, che fu questore in laguna.

ALL'ULTIMO CONSIGLIO NON SI PRESENTA ORSONI

In ogni caso, a prescindere dai nomi, la gatta da pelare più importante sarà il bilancio di previsione 2014. Bisognerà trovare quaranta milioni di euro per farlo quadrare. E non sarà semplice. Una volta arrivata la nomina, il commissario prenderà possesso dell'ufficio di Ca' Farsetti e dovrà decidere se riconfermare o meno i sette dirigenti con contratto a termine. Legati all'esperienza Orsoni. A "ballare" anche il direttore generale Marco Agostini, che in caso contrario tornerà a comandare la polizia municipale.

I PROSSIMI PASSI - Il commissario prefettizio a rigor di legge dovrà formulare la proposta di scioglimento del Consiglio al ministero dell'Interno, il quale poi dovrà girare il tutto anche al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Una volta che sarà arrivata la firma del titolare del Quirinale, allora dovrà essere nominato un commissario straordinario (che in genere coincide con quello prefettizio). Il tutto dovrebbe concludersi a norma di legge in novanta giorni.

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