Il Veneto non riapre tatuatori, saune e attività termali

«Non dipende da noi, disposizioni sanitarie». Si riattivano ristorazione, stabilimenti balneari, strutture ricettive, campeggi, servizi alla persona. Mascherina obbligatoria: multe da 400 a 3 mila euro. Riaperture alla domenica

Terme di Bibione, foto da sito web

L'obbligatorietà dei dispositivi di protezione, la mascherina anche all'aperto, è al primo posto dell'ordinanza regionale veneta il cui testo diverrà ufficiale domenica pomeriggio, 17 maggio, in base a quanto comunicato dal presidente della Regione Luca Zaia. È prevista una multa da 400 ai 3 mila euro per chi non rispetta l'obbligo che, quindi, non è semplicemente un consiglio o una indicazione. Il governo ha pubblicato il dpcm. Le linee guida delle Regioni, che dovevano essere il riferimento nel decreto del presidente del Consiglio, secondo il governatore del Veneto, sono passate in secondo ordine e questo ha spostato in avanti i tempi del raggiungimento dell'accordo. Lo ha detto nel corso del consueto punto stampa da Marghera. «L'autonomia spaventa i burocrati evidentemente», il commento di Zaia sulle ultime difficoltà di dialogo fra Stato e Regioni.

Le attività che ripartono

Zaia elenca cosa apre in Regione lunedì 18: la ristorazione in generale, il commercio al dettaglio senza alcuna esclusione di categorie merceologiche, mercati e mercatini dell'usato, ambulanti, gelatieri, agenzie di commercio, immobiliare, di viaggi, autoscuole, attività di produzione teatrale ma senza pubblico (che secondo il governo rientrano in attività il 15 giugno), piscine pubbliche e private, tutte le palestre e i corsi (pilates, aerobica) senza contatto fisico (quindi non judo). Riaprono gli impianti sportivi, i campi da calcio, la manutenzione del verde, parchi zoologici, giardini, riserve naturali, biblioteche. Supermercati e centri commerciali tornano a riaprire alla domenica.

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Le attività in attesa

Restano sospese sale scommesse, sale bingo e discoteche, centri culturali, il settore bliblioteche, sale di letture, cinema. «Chiediamo ai Comuni di consentire aperture exra ed elasticità negli oerari dei negozi - dice Zaia - Almeno per consentire a chi riapre di smaltire il lavoro arretrato». Ammessa la rispersa del tirocino curriculare e le attività formativo-professionali che non si possono eseguire a distanza, le funzioni religiose, un protocollo per confessione. Nel dpcm ci sono i centri estivi: una delle partite più delicate in tema di riaperture delle attività economiche e impegno delle famiglie con i piccoli a carico. La Regione ha già dettato le linee anche per le strutture educative paritarie, qualche giorno fa, attraverso un documento dell'assessore alla Sanità Manuela Lanzarin.

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