Blocco della mobilità fra Comuni in Veneto, Variati: «Sarebbe stata la strada giusta»

Il sottosegretario all'Interno: «Situazione grave. Si va da una fase persuasiva a una repressiva» Controlli con possibili sanzioni amministrative. «Il virus occorre anticiparlo»

Piazza Ferretto a Mestre

Parla di una situazione grave in Veneto, il sottosegretario all'Interno, ex sindaco di Vicenza, Achille Variati. Con 52.235 contagi la Regione resta in bilico e nella riclassificazione del rischio attesa per il fine settimana, non è detto, afferma, non si vada alla classe arancione. «La lieve flessione della curva dei contagi in Italia è segno che le misure del governo hanno efficacia». In Veneto il congelamento delle prestazioni sanitarie per patologie diverse dal Covid «nasconde insidie gravi: dietro a una analisi non fatta, ci può essere un problema». Il sottosegretario esprime preoccupazione anche per le rsa, le residenze per anziani. E in generale annuncia una stretta dei controlli per ridurre gli assembramenti.

Sono 3.564 i nuovi casi in 24 ore, in Veneto, che fanno sfondare il tetto di 90 mila casi, a 90.901 da inizio pandemia. Si registrano 38 nuovi decessi e negli ospedali ci sono 1.876 ricoverati in area non critica (+103 rispetto a ieri) e 221 nelle terapie intensive (+5) Si va verso i 1.900 ricoverati in area non critica, nella prima fase siamo arrivati a 2.200.

Gli spostamenti

«Bene sarebbe in Veneto un blocco della mobilità fra Comuni nel fine settimana», per Variati è la «strada giusta» per ridurre i flussi dei visitatori del weekend che hanno determinato gli ammassamenti nelle piazze e nelle località di villeggiatura. Ma servono anche orientamenti localizzati per ridurre gli assembramenti, come le ordinanze dei sindaci. «Lo Stato per la sua responsabilità sarà accanto ai governatori e ai sindaci perché i loro provvedimenti vengano rispettati, con maggiori controlli». In generale si passa da una fase persuasiva a una repressiva. «Che a guidare la classificazione del rischio delle regioni siano criteri politici è una sciocchezza - commenta il sottosegretario - ci sono i 21 parametri e i governatori li conoscono da 26 settimane, con un algoritmo che automaticamente rispetto ai dati delle regioni, epidemiologici, di misurazione dell'affaticamento delle strutture sanitarie, e della capacità di tracciare i positivi, vengono utilizzati».

I controlli, dati

Dal 3 al 10 novembre, in una settimana, la polizia di Stato ha fatto 20 mila e 915 controlli sulle persone: 2619 sanzioni da maggio al 10 novembre. Le persone controllate in tutto sono state 662.379, sempre da maggio. Trentanove le denunce da maggio ad oggi, per inosservanza del divieto di allontanarsi dalla propria abitazione in quanto in quarantena, o per positività al Covid. Altre 374 denunce sono scattate per altri reati. In una settimana i controllati agli esercizi commerciali sono stati 5200, da maggio 193.412. I titolari denunciati con sanzioni amministrative, a volte la chiusura dei locali, sono stati 180. Il comportamento di cittadini e aziende è soddisfacente in Veneto, per Variati, dal punto di vista della responsabilità.

Le misure

In tutte le prefetture sono state disposte strategie per la presenza delle forze dell'ordine, anticipando i controlli dalle 15. «Bloccare le grandi superfici di vendita è un buona idea, dice Variati, concordo con Zaia che bisogna anticipare non inseguire il virus, ma bisogna fare in fretta, altrimenti interviene lo Stato con una mano più pesante. Se il Veneto resta giallo, bisogna far in modo che queste iniziative servano - dice Variati - Ad esempio gli spritz sono sfuggiti di mano e i sindaci possono pensare ad alcuni meccanismi aggiuntivi di controllo. Il governatore faccia l'ordinanza - conclude - se è una ordinanza che serve, la renda attuabile subito».

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