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Orsoni contro gli intellettuali "anti Palais": "Non sanno dove sorgerà"

Il sindaco stamattina è intervenuto sui vari temi che incendiano il dibattito in città: la torre di Cardin, il restauro del Fontego e gli uffici del giudice di pace in piazza San Marco

Il sindaco Giorgio Orsoni, intervenuto stamattina all'inaugurazione della mostra sui 150 anni delle Poste, ha parlato a tutto tondo dei temi che incendiano il dibattito nella città lagunare in questo periodo. In primis ha espresso preoccupazione per il piano di razionalizzazione anticipato dai dirigenti di Poste Italiane riguardo il centro meccanizzato di Tessera, in cui 233 lavoratori potrebbero vedersi trasferiti. Sul punto ha ricevuto la rassicurazione del presidente di Poste Italiane Giovanni Ialongo: "Possiamo assicurare, come abbiamo fatto al primo cittadino, che ogni iniziativa sarà concertata con le organizzazioni sindacali", ha dichiarato.

PALAIS LUMIERE - In merito alla querelle sul Palais Lumiere e sulla lettera inviata da una cinquantina di intellettuali al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in cui si esprimeva allarme per il progetto di costruzione del grattacielo, Orsoni ha dichiarato in modo tranchant: "Su cinquanta nomi che si sono espressi sulla vicenda, credo che almeno 49 non sappiano dove il Palais Lumiere sarà effettivamente collocato: in una zona industriale in decadimento, fuori dai vincoli ambientali - ha sottolineato - L'opinione degli uomini di cultura va sempre presa in considerazione, ma solo quando sanno quel di cui parlano". In relazione alla questione della vendita delle aree, Orsoni ha spiegato che è già previsto, nel bilancio del Comune, "di avere delle entrate da alienazioni, per l'equilibrio non tanto del bilancio, che abbiamo già raggiunto, quanto del patto di stabilità. Siamo dunque fiduciosi che il progetto approvato vada avanti nei tempo stabiliti, anche per avvantaggiare le casse comunali".

UFFICI DEL GIUDICE DI PACE A SAN MARCO - In tempi di ristrettezze economiche, ha fatto scalpore la notizia dell'ammontare dell'affitto degli uffici dei giudici di pace di Venezia in piazza San Marco: "Si tratta di due milioni e non di 2,6 milioni e servono per pagare il tribunale e non il giudice di pace, che lo Stato ci rimborsa, perché è sua la scelta di mantenere lì il tribunale. L'attuale tribunale - ha proseguito - oggi risulta un deposito svuotato, ma siamo in condizione di restituire gli spazi e non pagare più quelle somme. Stiamo realizzando, come Comune, la 'Cittadella della giustizia' ed è lì che allocheremo anche il tribunale".

RESTAURO DEL FONTEGO - Sul via libera della Soprintenza al restauro del Fontego dei Tedeschi, invece, Orsoni si è mostrato molto soddisfatto: "A comunicarmi la notizia del raggiungimento dell'intesa sul nuovo progetto - ha dichiarato - é stata la soprintendenza stessa. Personalmente, il progetto non l'ho ancora visto, ma posso dire che se la Soprintendenza ha espresso un parere positivo, il progetto potrà andare a vantaggio di tutti e del territorio, soprattutto nell'ottica del recupero di un immobile importante. Per anni - ha rilevato -, il Fontego dei Tedeschi è stato per i Veneziani 'il palazzo delle Poste': presto mi auguro possa diventare qualcos'altro".

 

PALAIS CARDIN: LA CRONACA

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