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Il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni

Il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni

Orsoni: "Non siamo schiavi del primo Paperon de' Paperoni, è un falso"

Il sindaco di Venezia risponde alle critiche dell'associazione Italia Nostra, di cui chiede provocatoriamente le dimissioni: "Paghiamo un'immagine mediatica di cui non abbiamo colpa"

"Non siamo schiavi del primo Paperon de Paperoni che arriva a Venezia: è un falso clamoroso che mi fa arrabbiare moltissimo. Chiedo le dimissioni di Italia Nostra". Il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni è così infuriato e stanco delle ricorrenti accuse sulla 'svendita' della città che reagisce con una provocazione contro Italia Nostra, "colpevole" di aver chiesto le sue dimissioni e di tutta la giunta dopo le ultime polemiche sul Palais Lumiere di Pierre Cardin.

Alla vigilia della pausa estiva, il sindaco ha tracciato il bilancio dell'amministrazione comunale elencando i risultati raggiunti ("dalla città metropolitana, fino all'Arsenale restituito finalmente alla citta"), ma se l'é presa con "l'immagine mediatica" di una Venezia 'svenduta' al miglior offerente. Un'immagine clamorosamente falsa secondo Orsoni, di cui il Comune paga incolpevolmente il prezzo. Un'immagine, sostiene il sindaco, che Italia Nostra e i comitati 'contro' tutto hanno contribuito ad alimentare contestando sia la vendita a Prada di Cà Corner della Regina, sia la scelta sul Fontego dei Tedeschi di proprietà di Benetton che lo vuole trasformare in un grande centro commerciale vicino a Rialto e, ultime in ordine di tempo, le tre torri alte 240 metri che Cardin vorrebbe costruire a Marghera.

Scelte che il sindaco continua a difendere con grande convinzione ("abbiamo il dovere di valutare proposta di Cardin per tutti vantaggi che comporta"), ma con toni decisamente più concilianti nei confronti delle "persone qualificate", come Salvatore Settis, che hanno mosso critiche "non distruttive" sia nel caso del Fontego che del Palais Lumiere: "Non si deturpa lo skyline di Venezia se si costruisce qualcosa a 20 chilometri dal centro della città", ha sottolineato il sindaco, invitando tutti "alla pacatezza e a non esaperare problemi che non esistono usando Venezia che va tutelata nel modo migliore".

Il progetto di Cardin - ha precisato Orsoni - non è stato accettato "a occhi chiusi", anzi: "Sono due anni che gira e abbiamo detto dei no secchi, come quando ci hanno proposto di costruirlo in mezzo alla zona industriale. Non siamo addormentati, vigiliamo". Accuse rispedite al mittente anche nel caso di Cà Corner della Regina ("é stata mantenuta la sua destinazione culturale e quindi lo abbiamo valorizzato, non svenduto"), e del Fontego dei Tedeschi ("sul progetto è in corso un vergognoso tira e molla", ha detto Orsoni alludendo all'attesa pronuncia della Sovrintendenza regionale), e anche delle grandi navi, i grattacieli del mare che attraversano ancora il bacino di San Marco: "Prima di protestare contro il sindaco e il Comune ci si informi sulle responsabilità: la colpa è del governo".

 

LA RISPOSTA DI ORSONI ALLE CRITICHE DI SETTIS: "NOI NON PROFANIAMO LA CITTA'"

 

IL "PALAIS LUMIERE" DI CARDIN

RESTAURO DEL FONTEGO DEI TEDESCHI

GRANDI NAVI: BATTAGLIA IN LAGUNA

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