Morosin attacca Zaia: «Gestione fallimentare dell'emergenza»

Secondo l'esponente del Partito dei Veneti, la Regione ha fatto dei gravi errori in relazione all'epidemia del coronavirus, soprattutto sul piano della comunicazione

Tende all'esterno degli ospedali

Per Alessio Morosin, del Partito dei Veneti, la gestione dell'emergenza coronavirus da parte di Zaia è stata «catastrofica, soprattutto dal punto di vista della comunicazione», tanto che il governatore «è costretto ad un repentino, tardivo e poco convincente dietro front». Morosin attacca il presidente della Regione, chiedendo «se questa sia la classe dirigente più adatta a governare il Veneto, visto che alla prima vera prova sul campo, testata da una situazione in cui oltre a "subire" i provvedimenti decisi dal governo centrale c'erano da prendere iniziative locali, ha fatto cilecca».

«Ci siamo addentrati - spiega l'esponente autonomista - nel territorio dell'allarmismo tagliandoci i ponti alle spalle, preoccupati di dare all'opinione pubblica spaventata delle "risposte convincenti" e ottenendo l'unico risultato di spaventare ancora di più. E di farlo soprattutto all'esterno, con conseguenze drammatiche su un settore strategico per l'economia regionale come quello del turismo». Dopodiché, «la ritirata di queste ore solleva più domande di quante risposte dia alle ansie della gente. Non si capisce ad esempio che senso abbia riaprire le scuole il prossimo lunedì, se non quello di ammettere che averle chiuse per due (soli) giorni è stato un provvedimento evidentemente inutile».

È mancato, secondo Morosin, «il buon senso di affrontare la situazione con razionalità. La sintesi è che oggi gli imprenditori dicono a Zaia che più dei contagiati si dovranno contare i fallimenti, ammonendolo che adesso non tutti sono così sicuri di volerlo rivotare». In definitiva, «Zaia ha fallito l'esame più tosto che si è trovato ad affrontare nella sua lunga carriera, quello in cui il presenzialismo non basta, scivolando proprio in quello che, negli anni, ha dimostrato di saper fare meglio, e cioè la comunicazione. Chiamare la gente alla calma adesso e dire che non c'è l'emergenza, dopo giornate in cui è stato creato un clima da fine del mondo, dimostra il fallimento dei giorni scorsi in cui non si doveva minimizzare ma neppure perdere la lucidità e il sangue freddo che, prima dell'immagine, sono le qualità di chi vuole essere classe dirigente. I fatti dell'attualità dimostrano che al Veneto serve una vera rappresentanza territoriale, che vada "oltre" l'orizzonte di Zaia e dei tradizionali partiti del centralismo italiano».

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