Il Pd richiama all'unità ma va avanti. Martini esce dal partito

Dodi: «La coalizione ampia è la strada maestra». Tutta la città insieme va per proprio conto. Nuova sede e volantinaggio alle fermate dei bus, tram e vaporetti

Venezia panoramica Ponte della Libertà

Un bilancio del percorso fatto dalle forze che assieme (o separatamente) intendono presentarsi all'opposizione, rispetto all'amministrazione cittadina vigente, alle elezioni, arriva dal Partito Democratico. La scorsa settimana il segretario veneziano del Pd, Giorgio Dodi, ha fatto il nome di un candidato sindaco possibile, Michele Bugliesi, da contrapporre, assieme ad altre forze di centrosinistra, al primo cittadino Luigi Brugnaro che corre per il secondo mandato. Reazioni immediatamente positive al rettore sono arrivate solo dalle forze moderate. Le altre stanno lavorando attraverso percorsi diversi per arrivare a propri nomi, come Un'altra città possibile, mentre Il Nostro impegno per la Città si esprimerà domani, giovedì 6 febbraio, pur avendo già reso noto di non ritenere Bugliesi persona in grado di fare sintesi. 

«Si tratta non solo di dare un futuro ad una città bloccata dagli interessi di un sindaco incapace di esprimere una visione della città, ma anche di fermare una deriva sovranista e nazionalista che vorrebbe crescere in un territorio da sempre caratterizzato sui temi della solidarietà, della condivisione e dell’attenzione all'ambiente - scrive Giorgio Dodi -. Per questo il Partito Democratico si è assunto la responsabilità, in accordo con gli altri soggetti presenti al tavolo, di favorire la costruzione di un percorso comune, attraverso una serie di incontri necessari a confrontarsi. Riteniamo che una candidatura di alto profilo civile e politico sia in grado di rispondere all’esigenza di costruire una coalizione ampia. Per favorire tale percorso non abbiamo avanzato candidature di partito, così come in questi mesi non sono emerse dalle altre forze della possibile coalizione altre proposte - e conclude - Dopo quanto finora emerso sentiamo pertanto il dovere di continuare nel percorso intrapreso nella convinzione che l’unità di una coalizione ampia sia la strada maestra da percorrere e per tale motivo invitiamo tutti gli interlocutori a dimostrare in questo momento generosità e senso di responsabilità». 

Il presidente della Municipalità di Venezia Murano Burano, Giovanni Andrea Martini, che ha fondato per conto priprio Tutta la città insieme, fa intanto sapere di aver rassegnato le dimissioni dal Pd, con una lettera al segretario nazionale del Partito Democratico, Nicola Zingaretti. «Caro segretario, mi trovo, purtroppo, a dover uscire da un partito che ho scelto. Qualche mese fa, ho iniziato a saggiare il mio partito sul piano delle elezioni amministrative in quanto l’attuale sindaco mi sembrava un pericolo da affrontare per tempo. Dai segretari ho ottenuto un (per me) incomprensibile diniego alle primarie e per questo, ho lanciato, provocatoriamente, la mia candidatura nel maggio scorso. Ho ribadito la necessità delle primarie trovando solo l’avallo del sottosegretario Andrea Martella. Esco dal partito. Per chiarezza, per la coerenza che penso di aver sempre dimostrato e perché ritengo sia l’unico modo per raccogliere, anche nella società civile, il più ampio consenso. È un passo che non faccio a cuor leggero, ma che ritengo doveroso».

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Tutta la Città insieme annuncia anche l'apertura della sede in terraferma, a Trivignano. «Sarà l’occasione per varare il simbolo della lista e aggiungere nuovi nomi - scrive Martini - alla rosa già presentata in occasione dell’apertura della sede di campiello Mosca a Venezia. Mentre continuano tavoli, confronti, incontri e scontri, la lista Tutta la Città insieme continua il suo percorso. Da giovedì 6 febbraio, per due settimane, saremo alle fermate dei bus, del tram, dei vaporetti a raccontare il programma e, soprattutto, a raccogliere le problematiche e i suggerimenti dei cittadini».

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