Servizi educativi, Sambo sui dipendenti: «Insufficienti ai nidi e nelle scuole d'infanzia»

La consigliera del Pd: «Da anni denunciamo la situazione. Solidarietà agli operatori». Lunedì alle 10 incontro dei sindacati in prefettura

Monica Sambo consigliere del Partito Democratico a Venezia

Le sigle sindacali veneziane del lavoro pubblico saranno in prefettura, lunedì alle 10, per lo stato di agitazione proclamato la scorsa settimana dalle rsu (rappresentanze sindacali unitarie), da Cgil, Uil, Diccap, Cobas, in vista del possibile sciopero contro, «le carenze organizzative, i problemi delle strutture e la mancanza di personale» nei servizi scolastici e educativi comunali.

«Da anni denunciamo la situazione di sofferenza degli asili nido e delle scuole dell'infanzia - interviene la consigliera Monica Sambo del Partito Democratico, all'opposizione in Consiglio comunale - Nei 5 anni precedenti la logica del risparmio dell'amministrazione su questi servizi ha portato a un peggioramento delle condizioni di erogazione - afferma Sambo -. Pensiamo alla chiusura degli asili nido Nuvola e Conchiglia (ancora non aperto) e di uno spazio cuccioli in terraferma. Se questi servizi sono rimasti di buona qualità è grazie al lavoro di operatori, educatrici e insegnanti».

Sambo si riferisce anche agli ausiliari della partecipata Ames. «Il mancato investimento ha conseguenze ancora più negative nel periodo Covid. In questi giorni di ripresa dei nidi e delle scuole dell'infanzia ci sono state irregolarità»: passaggi di personale tra asili nido diversi, denunciati da alcune sigle sindacali, che dovrebbero essere evitati in una logica di prevenzione della diffusione del virus, hanno spiegato qualche giorno fa.

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«Il personale di Ames e del Comune è insufficiente, una carenza strutturale - continua Sambo - ad oggi non è previsto un piano di assunzioni chiaro e nemmeno sono state operate tutte le sostituzioni del personale in condizione di “fragilità” per quanto riguarda Ames. Ci sono trasferimenti di educatrici fra classi per garantire la sorveglianza. E questo comporta l'impossibilità di effettuare l’attività pedagogico didattica in questa fase così delicata di inserimento di nuovi bambini. Andrebbe fatto - conclude - un investimento sulla salute dei bambini e dei dipendenti, sui dispositivi di protezione, e sugli spazi che in alcuni casi non sono sufficienti ad assicurare i dovuti distanziamenti (nei dormitori, ad esempio). Esprimo piena solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori che con questa mobilitazione chiedono il diritto alla salute per i bambini, per le loro famiglie, oltre che il loro. Chiediamo al nuovo assessore alle Politiche Educative Laura Besio di intervenire».

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