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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Politica Chioggia

Sui tavoli di Roma le urgenze dei pescatori di Chioggia: «Conche di navigazione la priorità»

L'incontro al ministero delle Infrastrutture tra il sindaco Armelao e la capo dipartimento per le opere pubbliche Ilaria Bramezza

Chioggia porta sui tavoli di Roma le richieste della pesca: il sindaco Mauro Armelao ha incontrato al ministero delle Infrastrutture la capo dipartimento per le opere pubbliche, Ilaria Bramezza, alla quale è stato consegnato il documento sottoscritto dal mondo unito della pesca, firmato dallo stesso sindaco. «Un incontro positivo - ha detto il sindaco Armelao - Bramezza ha mostrato massima collaborazione e sensibilità nei confronti dei pescatori di Chioggia». Il sindaco ha quindi sottoscritto e consegnato il documento redatto dai pescatori e dalle associazioni di categoria informando il capo dipartimento Bramezza che la priorità è il completamento delle conche di navigazione e di un porto di rifugio. Nei primi giorni di dicembre Armelao incontrerà anche la commissaria per il Mose Elisabetta Spitz a Venezia, e successivamente parteciperà a un comitato tecnico insieme a sindaci, tecnici, provveditorato e ministero, per portare la voce dei pescatori. «Dal mese di febbraio-marzo 2022 ripartiranno con ogni probabilità i lavori di completamento del Mose e la parola d’ordine per la nostra città sarà quella di partire dalle conche di navigazione e dal porto di rifugio - dice il sindaco di Chioggia - I nostri pescatori dovranno avere garanzie per poter lavorare in sicurezza anche a Mose in funzione». Al termine dell'incontro Armelao ha incontrato i vertici della task force per la valorizzazione e la riqualificazione del Forte di San Felice. Prossimamente verrà messa in calendario una riunione tecnica per definire le prossime attività da mettere in campo per tutta l’area del forte. 

Gli addetti del settore pesca avevano rappresentato al sindaco la situazione del comparto, «messo ancora a dura prova causa del Mose - affermano -. A novembre le paratoie si sono alzate quotidianamente, a causa condizioni di marea sostenuta. Questo ha avuto conseguenze sull’economia del settore ma in primis sulla sicurezza dello stesso, bloccando in mare 15 motopesca con un avviso di burrasca in corso e mettendo a rischio la vita di circa 60 persone dell'equipaggio. Occorrono misure urgenti, l’attuale gestione del Mose è risultata inidonea. Gli avvisi di sollevamento intasano le mail degli armatori, che non hanno mai certezza di orario di innalzamento e abbassamento delle paratoie con seria difficoltà nella quotidianità lavorativa per una garanzia salariale. Il settore pesca, gli armatori di Chioggia, chiedono soluzioni celeri: un fondo che possa coprire le spese di fine lavori delle conche di navigazione, che permetterebbero alle unità navali di mettersi a ridosso avendo una via di fuga».

La struttura del Mose, spiegano, è priva di un approdo Sar (Search and rescue), che permette il prelievo di un infortunato o di un marittimo in difficoltà: «deve essere terminata in tempi brevissimi, nel rispetto delle normative e delle convenzioni internazionali sulla salvaguardia della vita umana in mare. E un porticciolo rifugio per ormeggiare le unità navali in attesa dell’entrata nelle conche di navigazione è necessario. È impensabile che un motopesca che si trova a 30 minuti dall’entrata in Porto venga lasciato fuori alla burrasca perché il Mose deve essere alzato con rigidità all’orario prestabilito. Siamo pronti - concludono - a portare la protesta a Roma».

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