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Canale Contorta - Sant'Angelo, ora c'è anche la petizione a favore

Una raccolta firme che ha già visto l'adesione di quattro ex sindaci, compreso ovviamente il presidente dell'autorità portuale Paolo Costa, da sempre favorevole

Mentre le firme per bloccare il progetto del canale Contorta – Sant'Angelo si moltiplicano, avendo ormai quasi toccato le ventunmila sulla relativa pagina del sito change.org, in laguna viene lanciata una contro-petizione, questa volta a favore dello scavo: nel giorno delle proteste al Lido, del corteo dei dipendenti comunali ma anche degli attivisti dei centri sociali, è stata infatti lanciata una raccolta firme parallela per ribadire la validità di un progetto che, negli intenti dei suoi promotori, dovrebbe portare le grandi navi fuori dal canale della Giudecca senza per questo farle scappare per sempre da Venezia.

FAVOREVOLI E CONTRARI – Tra i primi firmatari della nuova petizione, come riporta il Gazzettino, ci sarebbero anche quattro ex sindaci della laguna: Mario Rigo, Nereo Laroni, Ugo Bergamo e, ovviamente, Paolo Costa, l'attuale presidente dell'autorità portuale e da sempre fervente sostenitore del nuovo canale, tanto che il Contorta – Sant'Angelo potrebbe quasi essere definito una “sua creatura”. Sul fronte opposto, quello del no, militano invece convinti i centri sociali veneziani, Legambiente e l'associazione “Italia Nostra”, che in questi giorni sta facendo di tutto per richiamare l'attenzione sulle problematiche dello scavo, sostenendo che rischierebbe di accelerare brutalmente i processi erosivi della laguna, devastando il delicato ecosistema veneziano; a sostegno di quanto dichiarato il gruppo porta anche l'opinione del professor Luigi D'Alpaos, docente d'idraulica presso l'università di Padova, fortemente contrario anche se da molti indicato come il “padre” del progetto, e quella dell'ex assessore Gianfranco Bettin, che sostiene senza mezzi termini che “il governo ha deciso male”. Intanto Tommaso Cacciari, portavoce dei centri sociali veneziani, nel corteo di mercoledì ha urlato davanti alle telecamere dei telegiornali che “se ci sono i soldi per il Contorta, perché non per gli stipendi?” (anche se, ad onor del vero, i 115 milioni per il nuovo canale non li metterà di certo il Comune di Venezia).

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