Nuovo piano anticorruzione: "Riorganizzare la macchina comunale con trasparenza"

L'iniziativa è stata presentata giovedì mattina dal sindaco Brugnaro: "Serve combattere l'illegalità rendendo il sistema più efficiente. I dirigenti saranno più coinvolti"

Trasparenza, prevenzione e contrasto alla corruzione, monitoraggio, formazione: sono solo alcune delle parole chiave del nuovo Piano triennale di prevenzione della corruzione 2016-2018, approvato giovedì mattina in Giunta e presentato a Ca' Farsetti, nel corso di una conferenza stampa, dal sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, dal consigliere delegato all'Anticorruzione, Ottavio Serena, dal Segretario generale e Responsabile Anticorruzione del Comune di Venezia, Silvia Asteria, e dai suoi collaboratori, Franco Nicastro e Anada Francesconi.

“L'anticorruzione – ha esordito il sindaco Brugnaro – è prima di tutto un valore etico. In questo senso, il piano è, più che uno strumento punitivo contro i disonesti, un modo concreto per migliorare e rendere più efficiente la macchina comunale nel suo complesso, in base a criteri di trasparenza e onestà, riducendo costi e tempi. Uno sforzo culturale che assume una valenza ancora più significativa nell'ottica della riorganizzazione complessiva del Comune che a breve diventerà operativa”. Il primo cittadino ha poi ringraziato per il lavoro il consigliere Serena e il Segretario Asteria con il suo staff, sottolineando inoltre la validità del metodo utilizzato per l'aggiornamento del Piano, che ha privilegiato il lavoro di squadra coinvolgendo tutte le Direzioni. “Ogni singolo lavoratore può contribuire a far funzionare meglio il Comune. Serve un sistema di ascolto e partecipazione che premi il merito e l'impegno. Serve combattere l'illegalità rendendo il sistema più efficiente. Dirigenti saranno più coinvolti. Si punta su motivazione personale e su cooperazione. Il debito che abbiamo è anche frutto della cattiva organizzazione del Comune, con doppioni e cortocircuiti"”.

“Un Piano anticorruzione – ha proseguito Serena – il Comune ce l'aveva già, ma andava aggiornato tenendo conto anche delle ultime indicazioni e prescrizioni dell’Autorità nazionale anticorruzione. Un grande risultato, puntuale ma nello stesso tempo facilmente comprensibile, che mette il Comune di Venezia un passo avanti a molti altri Enti, se si pensa che quasi il 55% dei Comuni e delle Città Metropolitane, al 30 aprile scorso, doveva ancora dotarsi di un Piano triennale nonostante questo fosse richiesto nel Piano nazionale anticorruzione 2016 dell'Anac che, tra l'altro, è anche il primo documento in materia”.

"Sulla base delle metodologie di gestione dei rischi – ha spiegato Asteria - è stata effettuata un'analisi del contesto esterno ed interno all'Ente e degli elementi che influenzano l’ambiente di riferimento, per rilevare come il rischio corruttivo si possa manifestare nella struttura. Sono state quindi identificare le aree a rischio corruzione, che comprendono oltre a quelle obbligatorie stabilite da Anac (gare e appalti, selezione del personale, sovvenzioni di vantaggi economici, controlli ed attività ispettiva, patrimonio, entrate e spese finanziarie, autorizzazioni e concessioni, affari legali, incarichi e nomine), anche ulteriori aree individuate per la specificità e le caratteristiche proprie del Comune, quali, ad esempio, la gestione dei progetti europei, dei lavori pubblici e dell’urbanistica e soprattutto, i rapporti con le società controllate. Il Piano – ha sottolineato Asteria – è uno strumento dinamico, in continuo aggiornamento. Perché funzioni è necessario che non sia vissuto come semplice adempimento ad un obbligo di legge, ma come un'opportunità per migliorare le attività dell'Ente”.

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Per ogni attività che l’Amministrazione svolge nelle aree a rischio sono state individuate, con le più avanzate ed efficaci metodologie manageriali di gestione del rischio diffuse soprattutto in ambito aziendale, i potenziali eventi rischiosi e, associati ad essi, oltre 300 misure concrete di prevenzione e di contrasto, con relativi tempi e soggetti tenuti all'attuazione e le modalità con le quali il responsabile Anticorruzione, con la sua struttura di supporto, effettuerà i controlli.

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Particolare attenzione è stata dedicata alle attività di prevenzione, come la gestione del conflitto di interessi, lo sviluppo del sistema di whistleblowing, che il Comune di Venezia è stato uno dei primi in Italia ad adottare, la trasparenza, la gestione delle situazioni che possono determinare un'attività imparziale del dipendente, il monitoraggio dei tempi procedimentali per rilevare ritardi e malfunzionamenti. Viene inoltre disciplinata e avviata la rotazione degli incarichi, che in una prima fase interesserà quasi tutti i direttori, i dirigenti e le posizioni organizzative del Comune, e che si concretizzerà con l’imminente riorganizzazione della struttura organizzativa. Le percentuali di rotazione del personale sarà di gran lunga superiore alle percentuali che l’Anac suggerisce alle Amministrazioni come fondamentale misura di prevenzione della corruzione. Un valore aggiunto del programma di rotazione saranno i percorsi formativi del personale che dovrà sostituire il dipendente che cambia ufficio, a partire dal mero affiancamento. Sarà così possibile favorire la trasmissione trasversale delle conoscenze senza paralizzare la continuità della regolare attività amministrativa. Sono stati infine analizzati anche i rapporti con il mondo del “Gruppo Comune di Venezia”, prevedendo specifici obblighi per le società e gli Enti controllati dal Comune, compreso un più incisivo controllo sui contratti di servizio.

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