Vega Expo, San Giuliano e stazione di Mestre: i nuovi hub del trasporto pubblico del futuro

Pd: «Non si capisce perché ricorrere ai mezzi privati» e al terreno di proprietà privata del sindaco. «Chieda un aumento dei finanziamenti alla Regione con una diversa ripartizione per Venezia»

Area Pili a Marghera

Il nuovo parcheggio ai Pili, terreno del sindaco Luigi Brugnaro, non piace come soluzione al Partito Democratico per la gestione dei trasferimenti verso Venezia, in fase di emergenza e di difficoltà del trasporto pubblico locale. Intanto perchè anche Giorgio Dodi, segretario comunale del Pd, Maurizio Mandricardo, responsabile trasporti Pd, Monica Sambo capogruppo Pd in Consiglio e i consiglieri comunali Emanuele Rosteghin e Nicola Pellicani, ritengono, come spiegato da Cgil lunedì, si possano utilizzare quelli dell'ex area Expo, vicino al Vega: sono 2500 posti. Poi perchè, sostengono: «non si capisce perché si voglia creare questo interscambio tra auto privata e mezzo pubblico e non si pensi invece a una continuità del settore pubblico solamente - infatti, scrivono - investire in esso significa sostenere la qualità di vita dei cittadini». 

Sostenibilità

Il Pd prende le distanze anche dalle altre soluzioni avanzate dal primo cittadino per gli spostamenti: usare i mezzi privati, «andare a piedi oppure aspettare il battello successivo portando pazienza», perché queste non sono ipotesi con cui guardare al futuro, di fronte al presupposto che siano da considerare pilastri nuovi della sostenibilità, il rispetto per l'ambiente e la partecipazione democratica dei cittadini. 

Green e per tutti: il futuro

«Il sindaco Dario Nardella di Firenze - scrive il Pd - ha dato un decisivo colpo di acceleratore ai mezzi pubblici con l’ampliamento massiccio della rete ciclabile e il potenziamento della sharing mobility individuale con l’arrivo delle bici a pedalata assistita, dei monopattini e degli scooter. Venezia e la sua area metropolitana necessitano di un'azienda unica di trasporto pubblico che offra un servizio ramificato dalla periferia fino al centro. Il servizio va rivisto complessivamente prevedendo la creazione di tre hub: Vega ex Expo, San Giuliano e stazione ferroviaria di Mestre». Al Vega, «non ai Pili», spiegano, possono fermarsi i mezzi privati e partire per Venezia bus doppi alimentati a metano, sempre prevedendo il controllo a terra di funzionari per la salita in sicurezza dei passeggeri. Venezia «deve ripartire proprio da una nuova mobilità pubblica e green anche come investimento per il futuro, chiedendo alla Regione un aumento del finanziamento al trasporto pubblico locale di Venezia».

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