Sabato, 19 Giugno 2021
Politica

Plateatici alle attività che non li hanno per ripartire. In Consiglio passa il riordino fiere

In deroga al regolamento comunale, supporto ai locali. Costalonga: «Procedure e domande semplici per gli spazi che servono». Commercio su aree pubbliche: sistemazione di spazi, viabilità, qualità delle merci e rispetto dei siti storici seguendo l'Unesco

Una foto della Lista di Spagna a Venezia, archivio

Il via libera della giunta oggi, giovedì 13 maggio, punta a rendere più facile la vita delle attività e degli esercizi pubblici che si stanno rialzando dopo il colpo della pandemia. In deroga al regolamento comunale le imprese che non hanno il plateatico per il Comune potranno occupare suolo pubblico. Sono state approvate disposizioni temporanee per l'ulteriore semplificazione delle procedure per farne richiesta, su indicazione dell'assessore al Commercio Sebastiano Costalonga. 

Plateatici possibili

Il Comune di Venezia ha messo in campo uno strumento per consentire ai pubblici esercizi non titolari di concessione di suolo pubblico di svolgere la propria attività all'esterno e poter così riaprire in sicurezza, fino a quando vi saranno limitazioni alla somministrazione di alimenti e bevande all'interno dei locali. «Un segnale forte che l'amministrazione vuole dare per dimostrare la volontà di essere vicina alle attività - afferma Costalonga - Un provvedimento che punta a dare a tutti la possibilità di aver un plateatico, in questo periodo di emergenza da Covid, pur nel rispetto delle norme di sicurezza della viabilità, e nel rispetto dei requisiti igienico-sanitari e tutela dei terzi. Nessuno deve rimanere indietro, nessuno deve rimanere solo, supereremo questo momento difficile».

La delibera in deroga

Per assicurare il rispetto dei criteri generali della sicurezza della viabilità, del rispetto dei requisiti igienico-sanitari e della tutela dei diritti di terzi, sono poste poche e semplici regole: il pubblico esercizio deve avere il bagno per i clienti e l'occupazione deve avere le seguenti caratteristiche: sui marciapiedi non può essere superiore alla metà della loro larghezza, sempre che rimanga libera una zona per la circolazione dei pedoni larga non meno di 2 metri e non ricada all'interno dei triangoli di visibilità delle intersezioni; nelle aree pedonali deve essere garantita una zona adeguata per la circolazione dei pedoni e delle persone con limitata o impedita capacità motoria. Nella Municipalità di Venezia Murano Burano, dove non è possibile o consentita la circolazione veicolare, la fascia libera per la circolazione non deve essere inferiore a un metro e mezzo. Deve essere sempre assicurata la possibilità di passaggio dei mezzi d’emergenza e l'occupazione non deve superare: il 50% della superficie interna di somministrazione del locale nelle aree dichiarate patrimonio dell'umanità dall'Unesco e il 70% della superficie interna di somministrazione del locale nelle restanti aree del territorio comunale. 

Per occupare il suolo pubblico sarà sufficiente inviare una semplice comunicazione via pec all'indirizzo commercio@pec.comune.venezia.it, con il modulo che sarà messo a disposizione sul sito www.comune.venezia.it, allegando una planimetria dell'occupazione e l'eventuale dichiarazione d'assenso di terzi proprietari delle aree. Le occupazioni possono avvenire dal momento dell'invio della comunicazione, ad eccezione dei casi in cui ricadano su stalli di parcheggio. In tal caso, prima di occupare, è necessario attendere il parere favorevole degli uffici. Le richieste di concessione temporanea d'emergenza o scia di ampliamento della propria concessione, presentate a partire dal 19 aprile 2021 e che non risultano conformi ai criteri regolamentari vigenti per le diverse zone del territorio comunale, ma rispettano comunque i criteri sopra descritti, saranno dichiarate dal dirigente del settore sportello unico Commercio come comunicazioni di occupazione di suolo pubblico in deroga. Le occupazioni di suolo pubblico non conformi a quanto previsto dai criteri regolamentari vigenti potranno essere mantenute fino al momento in cui sarà possibile, senza limitazioni, la somministrazione di alimenti e bevande all’interno dei locali dei pubblici esercizi. Dopodiché dovranno essere rimosse. 

Fiere

Il Consiglio comunale odierno ha inoltre approvato il riordino delle fiere su aree pubbliche, con 25 voti favorevoli e 8 astenuti. Fiera dell'Epifania, di Pasqua, di Natale di Venezia e San Michele, per Venezia e Mestre. Nella città antica le fiere si svolgono lungo le direttrici e i nodi cruciali: campo Manin, campo San Luca, campo San Salvador, campo San Bartolomeo e Strada Nova. A Mestre, invece, le aree interessate si trovano in centro e precisamente in Riviera XX Settembre, in via Giardino, via Caneve.  Lo scopo del provvedimento, si legge nel testo della delibera, è quello di prevedere una sostanziale riqualificazione dell'offerta commerciale delle fiere, anche prevedendo specifici vincoli merceologici, la razionalizzazione del numero, della localizzazione dei posteggi e delle attrezzature. È stata inoltre approvata una mozione collegata alla delibera con la quale si impegnano sindaco e giunta "a valutare di inserire il territorio di Lido e Pellestrina nel piano del Commercio per le fiere dell’Epifania, di Pasqua e Natale". «Il Movimento appoggia - commenta la consigliera Sara Visman (5 Stelle) - Si inizia a ragionare su come aiutare Venezia a ritrovare una qualità nel rispetto delle libertà». Astenuto il Partito Democratico. «La delibera doveva essere approva nel 2020, e arriva oggi in ritardo. Per anni l'assessorato è stato ricoperto dal sindaco dopo 3 dimissioni». Disappunto del Pd per la mancata discussione sui mezzi pubblici Avm, chiesta anche dai consiglieri Marco Gasparinetti (TeA) e Sara Visman (5 Stelle). «La maggioranza si è opposta in tutti i modi - commenta la capogruppo Pd Monica Sambo - Eppure i problemi sono enormi. Come trasporteremo lavoratori e studenti con la capienza al 50%? Che servizio troveranno i visitatori?».

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