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Mose: scontro Cacciari-Prodi, l'ex premier: "Non si scarichino colpe"

L'ex sindaco in un'intervista al Fatto dichiara che "denunciò tutto" e che "il Mose era in mano allo Stato". Pronta la replica del Professore

"Mi dispiace, ci sono situazioni molto più scandalose e gravi rispetto alla sua, a partire dal comportamento dei burocrati di Stato. Nessun Galan avrebbe mai potuto fare quello che ha fatto senza l'avallo dei poteri competenti dello Stato, a partire dai Magistrati alle Acque che hanno patteggiato", "per non parlare della Corte dei Conti, denunciai tutto. Una volta mi hanno convocato per tre minuti, ma guardavano altrove, non mi ascoltavano. Mentre si appassionarono al filmino promozionale dell'ingegner Mazzacurati".

Così l'ex sindaco di Venezia Massimo Cacciari in una intervista al Fatto commenta la vicenda di Galan agli arresti domiciliari per lo scandalo Mose. Ma l'ex titolare di Ca' Farsetti non si ferma qui. Non solo sul quotidiano sottolinea che lui quanto stava accadendo lo aveva denunciato nelle sedi idonee, ma che ci potrebbe essere dell'altro. Che le indagini dovrebbero cercare di far luce a un livello ancora più elevato: "Vogliamo parlare di Prodi? di Berlusconi? dei presidenti del Consiglio?... Tutti hanno avuto le mie carte, i documenti, i faldoni, i progetti alternativi, i dubbi. Niente. Ribadisco: tutto il Mose è, da sempre, in mano ai livelli più alti dello Stato, non fermatevi solo a Galan".

Una affermazione che non ha potuto che scatenare un putiferio di commenti, dopodiché, nel tardo pomeriggio di martedì, è arrivata anche la risposta dell'ex premier Romano Prodi, anche perché i quodidiani "Libero" e "Il Giornale" hanno ripreso le dichiarazioni di Cacciari. Specie il sito de Il Giornale ha chiesto spiegazioni a Prodi: "E' singolare che invece di prendersela con chi si è lasciato corrompere e ha speculato sui lavori del Mose, ci si ostini a prendersela con chi ha consentito che un'opera fondamentale per la salvezza di Venezia andasse avanti. Il progetto fu esaminato dal 'Comitato di coordinamento per la salvaguardia di Venezia' in numerosissime riunioni e infine fu approvato da una larghissima maggioranza dei componenti. Non pervennero mai progetti alternativi a questo. L'Ufficio Stampa del Presidente Prodi - conclude la nota - rivolge un invito affinché coloro che periodicamente vorrebbero poter scaricare la propria responsabilità politica della gestione della realizzazione del Mose, cessino dal tentare di insistere oltre". Sui siti online dei due quotidiani citati si fa riferimento all'intervista di Cacciari pubblicata lunedì dal Fatto. "Chi altro c'è dietro lo scandalo del Mose? Cacciari accusa Prodi. Dia qualche risposta sugli appalti di Venezia", scrive IlGiornale.it.

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