Giovedì, 13 Maggio 2021
Politica

Soldi per il porto offshore, l'affare si ingrossa: "Il ministero non sapeva"

E' guerra sui 100 milioni "dirottati" dal Mose al progetto di porto d'altura grazie a un emendamento al ddl Stabilità. Governo contro. Le istituzioni lagunari tirano dritto

Il progetto di porto d'altura

I cento milioni di euro dirottati dalle risorse investite dal Cipe per la costruzione del Mose a favore del progetto del porto offshore al largo di Venezia non sarebbero stati concordati con il ministero delle Infrastrutture. L'affare, quindi, si ingrossa. E per l'emendamento inserito all'interno del ddl Stabilità che dovrà ora passare l'esame del Senato si annuncia guerra. "L'assegnazione di risorse al porto offshore di Venezia disposta nell'ambito di un emendamento alla legge di stabilità approvato alla Camera dei deputati, non è stata né sollecitata, né concordata con il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Mario Ciaccia", recita una nota del Mit. Che di fatto prende le posizioni dell'Autorità portuale di Genova e del sindaco del capoluogo ligure, che avevano espresso "sconcerto" per il modo con cui si era arrivati allo stanziamento dei soldi. Un "blitz" secondo loro, che avrebbe fatto solo gli interessi particolari di Venezia.

Dall'altra parte della barricata ci sono il sindaco Giorgio Orsoni, il presidente del Porto Paolo Costa e tutti i rappresentanti delle istituzioni lagunari. Compreso il presidente del Veneto Luca Zaia, che ha invitato i genovesi "a non mettersi di traverso". "Il progetto per la diga che deriva dai fondi per il Mose è già stato sottoposto a valutazione d'impatto ambientale - spiega il governatore - e l'intero piano è stato comunicato al Cipe a settembre. Come ha ricordato bene il presidente Paolo Costa - prosegue il governatore - sono 100 milioni già virtualmente decisi nel lontano 2003. Questa - conclude Zaia - è una battaglia che Genova non deve neanche pensare di poter fare".

 

CENTO MILIONI DI EURO PER IL PORTO OFFSHORE: BUFERA

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- Il sindaco Orsoni: "Da Genova polemiche sterili e faziose"

- Cgil di Venezia: "Polemiche inutili"


A dare man forte al presidente del Veneto c'è anche il leader regionale degli industriali Andrea Tomat, che dichiara che "il Nordest non rinuncerà a battersi fino in fondo e con tutti i mezzi per confermare l'obiettivo di consolidare la centralità dell'area, negli scambi fra il Mediterraneo, l'Europa del Nord e l'Oriente. Lo sviluppo del Nordest - ha proseguito Tomat - è condizionato dal suo sistema infrastrutturale e i due corridoi verso nord passano necessariamente dal porto di Venezia. E' per questo che Venezia e il Veneto hanno bisogno del porto d'altura per continuare a crescere e ad essere di stimolo per l'economia nazionale e hanno diritto ad essere sostenuti dal Governo come d'altronde è capitato ad altri scali in Italia per progetti forse meno strategici per l'economia nazionale. "Il Senato - ha concluso il presidente di Confindustria - deve confermare lo stanziamento di fondi, peraltro già destinati al Veneto e al Mose, consentendo di raggiungere contemporaneamente due obiettivi: la salvaguardia di Venezia e lo sviluppo sostenibile dell'economia".

 

LA RISPOSTA DI PAOLO COSTA: "Sono esterrefatto delle tue dichiarazioni - replica il presidente dell'Autorità portuale Paolo Costa al presidente di Assoporti Luigi Merlo - che, purtroppo, scontano una totale ignoranza dei fatti". "I 100 milioni della mitigazione Mose per il porto d'altura di Venezia - precisa Costa - non c'entrano nulla con i fondi per i porti".


Costa, in una lettera indirizzata a Merlo, spiega che il futuro terminal d'altura, rispetto all'adeguamento della conca di navigazione di Malamocco, rappresenta "l'alternativa meno costosa per lo Stato" che l'autorità portuale veneziana si è impegnata a realizzare con finanze di progetto. "E' vero - conclude Costa - che ho cercato di trasformare una debolezza (il rischio di chiusura) in un asset (uno scalo con fondali da venti metri e oltre), ma questo, se può preoccupare il Presidente dell'Autorità portuale di Genova, deve rendere felice il presidente di Assoporti".

 

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