Porto. Brugnaro: «Commissario darebbe una scossa». Musolino: «Manovra di palazzo»

Accuse reciproche. Sindaco: «Da 4 anni aspettiamo i carotaggi al Vittorio Emanuele. C'è sempre una scusa». Presidente: «C'è la voglia di rimettere mani e piedi all'interno dell'Autorità portuale»

Porto di Venezia, archivio

«La nomina di un commissario al porto di Venezia non mi sembrerebbe neanche così grave». Torna sulla questione dall'esito ancora sospeso della bocciatura del rendiconto 2019 del porto, il sindaco Luigi Brugnaro. Ieri, lunedì 6 luglio, e oggi è intervenuto pubblicamente il presidente dell'Autorità portuale Pino Musolino su Messaggero Marittimo.it e Centocittà di Rai Radio1. «Il rischio di commissariamento non lo decido io, lo stabilirà Roma - dice Musolino. Certo, il parere contrario al comitato di gestione, dopo l'approvazione in precedenza del bilancio di previsione e delle due variazioni, solo da Regione e Città Metropolitana, non può che suonare come una manovra di palazzo. Posso portare - afferma - un lavoro certificato e certificabile. Ho prodotto in meno di 24 ore oltre 90 documenti di tracciabilità».

Mantovani

Il primo cittadino lagunare tira dritto. Dice di avere fiducia nel ministro dei Trasporti Paola De Micheli, «deciderà il meglio, le considerazioni le facciamo dopo. È la situazione che apre la strada al commissario». Per il sindaco i rappresentanti Campitelli e Giri sono «liberi di muoversi e competenti»: e nel farlo sono tornati sulla concessione alla Mantovani, «scelta del presidente dell'Autorità, Pino Musolino, se non ho capito male, fatta senza chiedere niente, senza informare o fare valutazioni in consiglio», riepiloga il sindaco. Un'operazione da 9 milioni di euro, Brugnaro ribadisce che Giri e Campitelli verrebbero chiamati a risponderne in prima persona, in caso di errori erariali. L'ipotesi del commissario per Brugnaro, «potrebbe dare una scossa. In fondo, finora, dei canali non è stato scavato niente», dice il primo cittadino. Ci sarebbero i carotaggi da fare sul Vittorio Emanuele, 4 anni che lo diciamo sentendosi rispondere che manca il protocollo fanghi, insomma c'è sempre una scusa. Non sarebbe male se intervenisse un commissario a mettere mano a questa cosa».

La procura

Per Musolino «qui c'è tutta la voglia di rimettere mani e piedi all'interno dell'Autorità di sistema portuale. Volevano eliminare un presidente scomodo? Mi si dà un'importanza che non mi merito. Cado fra 8 mesi, hanno tutta la libertà di non rinnovarmi. Invece è stato sollevato un polverone, colpendo 2 porti che funzionano. A Venezia abbiamo perso meno traffico di tutti i porti italiani. Non so quando si concluderà questa vicenda - afferma Musolino -. Il ministero sta facendo tutte le verifiche e così le corti dei conti di Roma e del Veneto. Farò anche un passaggio con la procura della Repubblica e andremo avanti con tutti gli strumenti consentiti, perché voglio sia fatta chiarezza», dice Musolino.

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