Martini: «Operatori usati per far campagna sul porto». Lega: «C'è un disegno contro lo scalo»

Si avvicina la manifestazione dei portuali venerdì a punta della Dogana

Marittima, immagini d'archivio

Seconda manifestazione degli operatori del porto venerdì 28 agosto, a punta della Dogana, dopo il primo presidio in Marittima il 10 agosto scorso contro il blocco delle crociere in laguna. Il sindaco Luigi Brugnaro aveva già anticipato la sua partecipazione, 4 giorni fa. «Andiamo tutti a fianco delle imprese e dei lavoratori. Non c'è più tempo da perdere, il governo decida sulle grandi navi». Il candidato regionale di Fratelli d'Italia, ex presidente Ater, Raffaele Speranzon, ha annunciato la sua presenza, «contro le mancate risposte del governo sulle grandi navi. È a rischio l'occupazione». Sugli scavi il commissario dell'Autorità portuale, Pino Musolino, in questi giorni ha ricordato i 26 milioni del decreto agosto destinati alle opere di escavo dei canali ai porti di Venezia e Chioggia, al conferimento dei fanghi e al Molo Sali, per la realizzazione tra l'altro di una nuova banchina portuale.

Il gigantismo

A gamba tesa il presidente della Municipalità di Venezia, candidato sindaco, Giovanni Andrea Martini. «Gravissimo utilizzare la campagna elettorale per illudere i lavoratori del porto. Le navi non arrivano per la situazione mondiale dei contagi Covid - afferma - Al di là della volontà delle compagnie di crociera. Dunque è giusto manifestare per il lavoro, ma non fomentare operatori che si trovano a non poter lavorare per l’assenza delle grandi navi. La colpa è non aver mai preso in considerazione alternative al gigantismo croceristico». Martini punta il dito: «Il sottosegretario Pier Paolo Baretta brindava un mese prima del lockdown, assieme a Musolino e all'assessore Venturini allo scenario possibile dell’incremento del gigantismo in laguna». Anche per Martini la soluzione può essere «un porto esterno, pronto tra qualche anno, e intanto un adeguamento delle dimensioni delle navi». «Sono le navi che devono adeguarsi alla laguna, non viceversa»: è quanto hanno ribadito gli stessi No Nav. 

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Il Mose

«È in atto un disegno per uccidere il Porto di Venezia - tuona Alex Bazzaro, candidato della Lega al Consiglio comunale di Venezia - spetta alle istituzioni locali sventare i piani di chi si muove per gli interessi di altri territori. Queste manovre rischiano di costare 21 mila posti di lavoro tra Venezia e Chioggia - afferma, e accusa il premier Conte -. Passerelle di fronte al Mose, opera fino a ieri “figlia di nessuno”. Ma cosa succederà a ottobre, quando le paratoie del Mose si alzeranno, rendendo lo scalo inaccessibile alle navi? Rischio inaccettabile per le compagnie, che sceglieranno altri approdi più sicuri. Occorre dice - partire immediatamente con le opere di adeguamento della conca di navigazione di Malamocco», e annuncia venerdì prossimo, la presenza alla protesta degli operatori in punta della Dogana. 

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