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L'ex premier Silvio Berlusconi e l'ex ministro dell'Economia Giulio Tremonti (©TM News Infophoto)

L'ex premier Silvio Berlusconi e l'ex ministro dell'Economia Giulio Tremonti (©TM News Infophoto)

Processo sul caso Mose, chiamato a testimoniare anche Berlusconi

L'ha chiesto l'avvocato difensore di Marco Milanese, l'ex braccio destro dell'allora ministro dell'Economia Tremonti accusato di corruzione

Il Tribunale di Milano ha ammesso come testi al processo su presunte tangenti legate alla costruzione del Mose l'ex premier Silvio Berlusconi, gli ex ministri Giulio Tremonti, Franco Frattini, Claudio Scajola, Paolo Romani e l'ex sottosegretario Gianni Letta. Insomma, mezzo Governo retto dall'attuale leader di Forza  Italia, su richiesta degli avvocati difensori di Marco Milanese, è stato chiamato a testimoniare.

A chiedere la loro presenza in aula è stato l'avvocato Bruno La Rosa, che ha chiesto la deposizione di un centinaio di testi tra i quali anche Altero Matteoli, Maurizio Sacconi, Luca Zaia, Giancarlo Galan, Stefania Prestigiacomo, Sandro Bondi, Andrea Ronchi e Vasco Errani.

Berlusconi, citato "nella qualita' di presidente del Consiglio all'epoca dei fatti, quindi presidente del Cipe, riferirà in particolare sulla natura strategica del Mose, sulle sollecitazioni dirette e indirette di Giovanni Mazzacurati (l'allora presidente del Consorzio Venezia Nuova) al rifinanziamento dell'opera, sulla sua posizione e su quella dei diversi ministri del suo gabinetto con particolare riferimento a quella del ministro dell'Economia Giulio Tremonti; sul rifinanziamento riguardo ai rapporti con la Lega, partito alleato del suo gabinetto; sui suoi interventi a favore del finanziamento dell'opera".

Nel processo è imputato l'ex braccio destro di Tremonti ed ex parlamentare del Pdl Marco Milanese accusato di concorso in corruzione. Secondo la Procura, Milanese avrebbe ricevuto negli uffici milanesi di Palladio Finanziaria 500mila euro da Giovanni Mazzacurati, all'epoca alla guida del Consorzio Venezia Nuova. In cambio avrebbe offerto il suo intervento per introdurre, quando Tremonti era ministro dell'Economia, una norma ad hoc "per salvare il finanziamento al Mose" che altrimenti il Cipe avrebbe destinato ad altre opere. Il processo è stato aggiornato al 26 febbraio.

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