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"Nuova" legge speciale: più facoltà al sindaco, con poteri sulle grandi navi

Presentata la proposta del senatore Casson e del relatore ambiente Pd nella commissione competente del Senato Molinari. "Arsenale a Ca' Farsetti e maggiori autorità al primo cittadino"

Il ruolo centrale del sindaco di Venezia in tema di programmazione e competenze sulla laguna è uno degli aspetti centrali del testo unificato della proposta di una nuova legge speciale per Venezia presentato, a Cà Farsetti, dal relatore del Pd in commissione Ambiente del Senato, Claudio Molinari, e dal senatore Felice Casson, dopo il completamento del lavoro di sintesi delle quattro preesistenti proposte di disegno di legge.

Il testo base dei diciassette articoli, che ora vanno all'attenzione della 13esima commissione del Senato, prima di passare alla fase degli emendamenti "per riuscire a portare il testo in aula nell'autunno entrante", è quello presentato da Casson, sul quale sono stati inseriti alcuni argomenti puntuali rilevati dagli altri disegni di legge.

 

"La vecchia legge speciale del 1973 - è stato detto - dimostra tutti i segni del tempo passato e c'é la necessità di ripuntare l'attenzione su cosa significhi Venezia e la sua laguna, perché è fondamentale far capire all'esterno che esiste ancora una specialità di questa città. E' quindi necessario dare una veste istituzionale al governo del territorio, che deve essere governato da un organismo tecnico-politico come il Consiglio superiore di Venezia e della sua Laguna, da coordinarsi con l'area metropolitana".

 

"Il disegno di legge - ha aggiunto Molinari, dopo aver evidenziato il tema dei finanziamenti, valutati nell'articolo 16 in quattro miliardi di euro l'anno - consentirà una semplificazione normativa, togliendo alcune leggi esistenti. Tra i punti che riteniamo più significativi, l'articolo 4, con l'attribuzione al sindaco, come presidente del Consiglio superiore, attraverso decreto legislativo, delle competenze sulla Laguna attualmente in capo al magistrato alle acque, l'articolo 12, con il trasferimento delle aree dell'Arsenale al Comune e l'articolo 4 comma 4, che prevede la competenza in ogni caso del sindaco sul bacino di San Marco e sul canale della Giudeccca".

 

Nel mirino anche il passaggio delle grandi navi in laguna: "E' un'assurdità assoluta - spiega il senatore Felice Casson - sia dal punto di vista dell'inquinamento ambientale, sia dal punto di vista dell'intralcio al traffico, sia dal punto di vista paesaggistico. Venezia si sostiene anche con il turismo ma non più sopportare questi rischi". Tra gli obiettivi espressi oggi a Ca' Farsetti anche una riconversione seria di Ca' Farsetti, in modo che "i grandi gruppi industriali non lascino il Veneziano", conclude Casson.

 

QUESTIONE "GRANDI NAVI IN LAGUNA"

Sulla gestione del crocierismo il progetto di nuova legge speciale taglierebbe la testa al toro. Il quarto comma dell'articolo 4, infatti, prevede che "in ogni caso è trasferita esclusivamente al Comune di Venezia la competenza sul bacino di San Marco e sul canale della Giudecca, per i quali ogni regolamentazione, limitazione o interdizione del traffico è attribuita al sindaco, sentito il Consiglio comunale". "Questa semplificazione - ha detto Molinari - serve per evitare la riapertura della discussione su temi su cui il dibattito sarebbe altrimenti infinito". "Vogliamo - ha aggiunto Casson - che il bacino e il canale della Giudecca, proprietà della comunità veneziana, siano governati dall'autorità massima espressione del territorio, cioé il sindaco, che si esprimerebbe con propria ordinanza, dopo aver sentito il Consiglio".

Casson, evidenziando la lettera 's' dell'articolo 1 del disegno di legge (che individua tra gli interventi "lo sviluppo delle infrastrutture, della portualità e della logistica, anche attraverso la realizzazione di una struttura portuale d'altura, al fine di rendere Venezia un nodo logistico e di trasporto di interesse europeo e di realizzare la progressiva estromissione del traffico petrolifero e delle navi portacontenitori dalla laguna di Venezia") ha quindi approfondito la tematica della futura eventuale stazione offshore.

"Per la realizzazione del terminal - ha sottolineato Casson - si parla almeno del 2017, ma ci vorrà sicuramente di più. Il problema è la gestione del periodo intermedio, riguardo al quale sono stati presentati già due progetti: il canale Contorta e la bocca di porto del Lido (riprendendo il vecchio disegno di Cesare De Piccoli). Non è quindi pensabile che si valuti solo il progetto Contorta, che, per me, è assolutamente negativo e distruttivo della Laguna. E' assolutamente una balla - ha dichiarato - che l'esclusione della grandi navi dalla Marittima crei un danno economico. Uno spostamento non sarebbe assolutamente un problema: la vera questione, in un tessuto delicato come quello di Venezia, è invece la pianificazione dei flussi turistici".

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