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Città metropolitana, è democrazia? "Elezione diretta del sindaco"

Il Pd ha illustrato la proposta di legge che affronterà la prova del Parlamento: "Ci sono più abitanti in provincia che nel capoluogo"

"Al di là delle decisioni che verranno prese con il referendum, riteniamo che sia arrivato il momento di semplificare il procedimento per l’elezione diretta del sindaco e del consiglio metropolitano” . Lo ha sostenuto Davide Zoggia, parlamentare Pd che venerdì ha illustrato la proposta di legge presentata su questo tema il 9 settembre scorso insieme ad altri cinque deputati dello stesso partito (Moretto, Casellato, Marchi, Salvatore Piccolo, Romanini).  

“E’ fondamentale - continua Zoggia -  nel quadro già tracciato dalla legge Delrio di mantenere due sole condizioni per l’elezione del sindaco e del consiglio metropolitano: che sia lo statuto a decidere quando non sia il sindaco del comune capoluogo a esercitare le funzioni di sindaco metropolitano e che permanga la riserva di legge a favore della legge statale per la disciplina del sistema di elezione. Rimanendo lo stato di fatto, ovvero il sindaco del comune capoluogo a rappresentare l’intera città metropolitana, permarrebbe uno sbilanciamento in termini di tenuta democratica dato che nella maggior parte dei casi, il capoluogo ha, forse ad eccezione di Roma, una popolazione residente inferiore all’intera provincia. Con l’elezione diretta invece tale deficit verrebbe colmato”.

Sul tema è intervenuta l’altra firmataria, Sara Moretto, parlamentare Pd, presente all’incontro: “Con la Città Metropolitana cambia il modo di amministrare perché vengono coinvolti e impegnati direttamente i Comuni a lavorare assieme per un'area vasta. Si abbassa il livello decisionale su competenze importanti, quali la pianificazione territoriale o la viabilità. Proprio per questi motivi, reputo necessario coinvolgere direttamente i cittadini nella scelta del sindaco metropolitano. Una richiesta, questa, che tra l'altro arriva anche dai consigli comunali del territorio provinciale e che da ex amministratore locale non posso che condividere. Se questa proposta di legge dovesse essere approvata, con lo statuto in corso di redazione, sarebbero i cittadini a scegliersi il prossimo sindaco metropolitano di Venezia”.

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