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Slogan e bandiere, al Lido si fa sentire la protesta dei lavoratori comunali

Un centinaio di persone in piazzale Santa Maria Elisabetta alle 16 di mercoledì, in occasione dell'apertura del Festival. Dipendenti insoddisfatti, continuano le tensioni col sindaco

Bandiere, sagome, striscioni, fischietti: al Lido di Venezia la giornata di apertura della Mostra del Cinema coincide con l'ennesima iniziativa di protesta dei dipendenti comunali, uniti nella lotta contro le scelte dell'amministrazione Brugnaro. Dalle 16.30 i lavoratori, in molti casi accompagnati dalle famiglie, hanno dato vita a un presidio in piazzale Santa Maria Elisabetta, cercando di "approfittare" dei riflettori dei media accesi sull'isola in occasione della 73. edizione del Festival.

Sui volantini distribuiti le ragioni della protesta, che i sindacati avevano anticipato nei giorni scorsi: "Vogliamo dare visibilità e continuità alla vertenza in atto - aveva spiegato Sergio Chiloiro, segretario Fp-Cgil Venezia - perché non siamo soddisfatti delle scelte dell'amministrazione. Il punto fondamentale è la mancanza di relazioni costruttive con una controparte che non vuole confrontarsi". In ballo ci sono "il contratto integrativo deciso in maniera unilaterale, i (pochi) soldi distribuiti senza coinvolgere i sindacati, il precariato che scade a fine anno e la necessità di riflettere sulla riorganizzazione della macchina comunale, municipalità e servizi". Sempre ricordando che, a causa delle varie sanzioni inflitte al Comune, "i lavoratori nell'ultimo anno hanno perso fra i 2 e i 3mila euro in busta paga".

La protesta si lega con quella dei lavoratori dei Musei Civici: "Oltre 400 dipendenti rischiano di perdere il lavoro nel prossimo cambio di appalto, previsto a primavera 2017 - spiegano - La Fondazione e il Comune si rifiutano di firmare un'intesa con le tutele e le garanzie per il personale, a cominciare dal mantenimento del posto di lavoro con condizioni normative e contrattuali invariate". Inoltre la Fondazione "ha lasciato intendere che nel prossimo appalto la figura professionale del guardiasala subirà modifiche che potrebbero richiedere requisiti più elevati per l'assunzione".

"Diritti, contratto, precariato sono le emergenze mai affrontate - aggiunge Chiara Scarpa, Diccap - L'assunzione delle 47 insegnanti è una risposta molto parziale alla questione grave e pressante del precariato. I dipendenti, a parte i dirigenti, sono rimasti a secco economicamente. E con questa Giunta la mancanza di rispetto e la cancellazione o limitazione dei diritti previsti da contratti e leggi sono all'ordine del giorno".

Alla manifestazione hanno partecipato rappresentanti delle sigle sindacali Fp-Cgil, Fpi-Uil, Cobas, Diccap. Tra  striscioni, volantini e slogan si evince il malcontento dei dipendenti soprattutto per le condizioni di precarietà, per i salari troppo bassi e per le incertezze sul futuro. Preoccupazione, come detto, in particolare da parte degli impiegati nelle strutture dei Musei Civici.

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