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Convegno della Regione sul territorio, Maniero: "Poco spazio ai cittadini"

Stamattina a villa Widmann a Mira incontro sul nuovo Piano territoriale. Slogan di associazioni ambientaliste e del territorio che si oppongono alle grandi opere. Primo cittadino critico

Non ci sono state le forme di protesta "clamorose" che alcuni comitati avevano minacciato. Ma slogan e cartelli polemici sì. Presenza "massiccia" stamattina alle 9, trattandosi di una giornata di lavoro, a villa Widmann a Mira da parte delle associazioni del territorio, tra cui Legambiente, No Tav, Italia Nostra, al convegno organizzato dalla Regione per avviare il processo di aggiornamento del Piano territoriale regionale di coordinamento (Ptrc), adottato nel 2009. Una cinquantina le persone presenti per professare la propria contrarietà, in maniera pacifica, a una politica del territorio che, secondo le organizzazioni, "mette a repentaglio il paesaggio", ed è capace solo a partorire grandi opere che "moltiplicano la cementificazione".

Il convegno si è caratterizzato per un fitto programma. Con gli interventi, tra gli altri, del vicepresidente della Regione Marino Zorzato, di Ugo Soragni, direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici del Veneto, e Silvano Vernizzi, segretario regionale alle Infrastrutture. Salvo poi lasciare una piccola "finestra" dedicata ai comitati verso le 12.30. "Iniziativa riduttiva - ha commentato il presidente regionale di Legambiente Luigi Lazzaro - erano presenti associazioni da tutto il Veneto. Poi per molti, in un giorno lavorativo, era impossibile partecipare tutta la mattinata". Dello stesso avviso il sindaco "grillino" di Mira Alvise Maniero: "L'orario e la sala troppo piccola hanno fatto sì che non si sia dato spazio sufficiente alle opinioni dei cittadini".

Finisce nel mirino, oltre ai contenuti, anche la scelta di organizzare il convegno di lunedì mattina: "Questi incontri non possono essere infrasettimanali - spiega Lazzaro - Non si è lasciato spazio sufficiente a chi la pensava in modo diverso". Dal dirigente di Legambiente viene bocciato il progetto di Veneto City e le altre che sorgeranno in Veneto: "Con questi piani - conclude - non si andrà da nessuna parte".


D'altronde un volantino dei comitati era stato molto chiaro sulla posizione che sarebbero state espresse stamane: "La Regione continua nella sua opera di esproprio del territorio e dei beni comuni; sia con strumenti di pianificazione che con escamotage vari - si legge in un volantino - È il caso della revisione del Piano Territoriale, bloccato da migliaia di osservazioni presentate da comitati e associazioni di tutto il Veneto nel 2009. Ora ci riprovano per arrivare a un Piano che legittima le peggiori operazioni immobiliari e infrastrutturali, con una variante che lo stravolge, ma dovrebbe attribuirgli addirittura “valenza paesaggistica”.

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