Intesa Regione, Province e Comuni per la pubblica amministrazione degli enti

Il protocollo del primo aprile per consentire la funzione pubblica in emergenza coronavirus. Il lavoro agile è la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione

Città Metropolitana di Venezia

Il protocollo sottoscritto tra Regione, Province, Comuni e parti sociali, mercoledì pomeriggio, traccia le linee guida del contrasto alla diffusione del Covid-19 per la parte di pubblica amministrazione degli enti territoriali e delle società in controllo pubblico. Le parti hanno riconosciuto la necessità, pur nell’autonomia, di considerare che l’obiettivo primario in questo momento è il contrasto all’ulteriore diffusione dell’epidemia e la tutela della salute delle comunità locali e dei lavoratori. Tutti gli interventi, i comportamenti e le raccomandazioni aspirano a consentire il normale funzionamento delle funzioni pubbliche, operando a sostegno delle difficoltà che stanno vivendo gli enti. Amministratori territoriali, lavoratrici e i lavoratori del comparto e della dirigenza sono, a loro volta, cittadini e soggetti attivi nei comportamenti responsabili in grado di arginare la diffusione del virus.

Dal 23 febbraio scorso sono stati adottati, con cadenze ravvicinate, numerosi decreti legge del presidente del Consiglio dei ministri e ordinanze del ministro della Salute e dell’Interno, e per quanto riguarda la Regione del Veneto, l’ordinanza del presidente del 22/2/2020, per contenere e gestire l’emergenza. I numerosi decreti legge dettano disposizioni in merito all’istituto del lavoro agile, stabilendo che fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica il lavoro agile è la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle pubbliche amministrazioni, fatte comunque salve le attività indifferibili e l’erogazione dei servizi essenziali. Le parti raccomandano di individuare le attività indifferibili ed urgenti da rendere in presenza e assicurare che la presenza fisica negli uffici venga limitata alle sole attività strettamente e direttamente funzionali all’emergenza o a quelle indifferibili che la richiedono.

Dev’essere impegno comune ed effettivo favorire al massimo, in questo momento emergenziale, la modalità agile prevista espressamente come ordinaria e prioritaria modalità di svolgimento dell’attività lavorativa, evitando in ogni modo possibile presenze fisiche che potrebbero essere evitate utilizzando i mezzi di comunicazione e le tecnologie disponibili, sia fornite dall’amministrazione che già nella disponibilità privata dei dipendenti. Ogni amministrazione, attraverso le proprie strutture organizzative di vertice, si impegna a individuare tra le attività quelle indifferibili da prestare in presenza e/o a distanza; quelle ordinarie per le quali è possibile proseguire le attività con modalità a distanza, ed eventualmente quelle straordinarie, o non necessarie, per le quali possono essere previste attività sostitutive quali piani di recupero di attività pregresse da completare; i servizi e le attività che devono essere sospese; le eventuali attività da potenziare con risorse umane meno oberate di lavoro. In ogni caso, ove necessaria la presenza, si impegna a favorire la rotazione, privilegiando la presenza, ove possibile, del personale con minore utilizzo di mezzi di trasporto pubblici per raggiungere la sede lavorativa e senza conviventi a più elevato rischio da eventuale contagio.

Sono riprodotte le misure comportamentali universali finalizzate alla prevenzione delle malattie a diffusione respiratoria: mantenere in modo tassativo la distanza interpersonale di almeno 1 metro. Qualsiasi attività che non permetta di mantenere tale distanza dovrà essere sospesa e riorganizzata o eseguita adottando idonee misure di prevenzione e protezione. Dovrà quindi essere fornito al personale una adeguata protezione. I lavoratori devono lavarsi spesso le mani con acqua e sapone. Il lavaggio deve essere accurato per almeno 60 secondi, seguendo le indicazioni ministeriali; in alternativa al lavaggio con acqua e sapone, è possibile utilizzare un disinfettante per mani a base di alcool (concentrazione di alcool di almeno il 60%); utilizzare asciugamani di carta usa e getta; evitare di toccare il naso, gli occhi e la bocca con mani non lavate; starnutire o tossire in un fazzoletto o contro il gomito flesso e gettare i fazzoletti utilizzati in un cestino chiuso immediatamente dopo l'uso; arieggiare costantemente i locali in cui si soggiorna. Posizionare dispenser fissi per la distribuzione di gel disinfettante nei luoghi di accesso dall’esterno per permettere a tutti di disinfettare adeguatamente le mani prima dell’arrivo negli uffici. Garantire il regolare approvvigionamento di soluzioni per il lavaggio delle mani e dispenser per la disinfezione in ogni sede.

Sanificare quotidianamente tutte le superfici, le scrivanie, i telefoni, le tastiere, gli eventuali schermi touch e le maniglie delle porte. Disinfettare giornalmente ascensori, portinerie, bagni, sale riunioni, aree comuni e di svago e locali biblioteca. Limitare accesso e transito in spazi comuni al minimo indispensabile. È necessario che ognuno sosti all’interno di tali aree per il minor tempo possibile con il mantenimento rigoroso della distanza interpersonale di sicurezza di almeno 1 metro tra le persone eventualmente presenti. Effettuare una ciclica sanificazione completa delle auto e automezzi di servizio. L’utilizzo delle auto di servizio delle singole amministrazioni è consentito con le seguenti limitazioni: utilizzo da parte di conducente e dei trasportati di mascherine; le mascherine del conducente e dei trasportati devono avere lo stesso potere filtrante. L’uso degli ascensori dovrà essere limitato a una sola persona per volta. Posizionare schermi protettivi in plexiglass alle portinerie non dotate di apposita guardiola.

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In presenza di casi positivi le amministrazioni seguiranno le disposizioni previste dal dipartimento di Sanità pubblica del territorio di riferimento. Sono assolutamente vietati gli accessi agli uffici di minori e familiari dei dipendenti e collaboratori. Le Conferenze di servizio dovranno essere svolte in videoconferenza o con altre modalità di supporto audio e video. Individuare il personale che, anche se titolare di autorizzazione al telelavoro o smart working, possa essere collocato, anche a rotazione, in congedo o ferie, o permesso. In tutti i casi non possono essere imputate ferie forzate maturate nel corso del 2020 ai dipendenti. Va richiesta la piena collaborazione anche del personale dipendente, il quale per primo deve collaborare con la dirigenza per prevenire l’ulteriore diffusione dell’emergenza epidemiologica, adottando in casa e sul lavoro comportamenti coerenti con le disposizioni.

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