Rapporto numerico fra insegnanti e bambini, Sambo fa i conti: «Non tornano»

Riaprono materne e nidi, la capogruppo del Partito Democratico: «Assumere organico per garantire la qualità del servizio»

Scuola materna Ca' Bianca Lido, foto di archivio

«Sulla riapertura delle scuole d'infanzia e dei nidi, i numeri decisamente non tornano», lo dice la capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale e capolista del Pd alle comunali del 20 e 21 settembre, Monica Sambo. È il rapporto numerico fra insegnanti e bambini a finire nel mirino: «l'assessore Paolo Romor dichiara che dal 14 settembre sarà di uno a 14 nelle materne e 1 a 6 negli asili nido. Evidentemente ha sbagliato i conti perché se così fosse ci sarebbe necessariamente bisogno di assumere altro personale e purtroppo non ci risulta verrà fatto».

L'ordinanza regionale

Attualmente il rapporto numerico massimo consentito è di 1 a 25 nelle scuole d'infanzia. «Abbiamo qualche sezione meno numerosa, ma è abbastanza normale e già le avevamo in situazione pre Covid - scrive Sambo -. Per i nidi, invece, a Venezia il rapporto ora è già di un'educatrice ogni 6 bambini e non di 1 a 8 come dice Romor. Quando l'assessore dichiara di "lavorare" per portare il rapporto a 1/6 si sbaglia, visto che è già così. Quando si parla di triage all'entrata (ingressi contingentati, misurazione della temperatura) anche quello è un punto previsto dall’ordinanza della Regione Veneto e non è merito dell'amministrazione comunale».

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Turno intermedio

A quanto pare, continua Sambo, «il Comune per non fare assunzioni toglierà il turno intermedio, metà mattinata, nei nidi comunali. Oggi le educatrici lavorano su tre turni: mattino, intermedio e pomeriggio. Il turno di mezzo serve a garantire la compresenza delle educatrici in modo da poter fare le attività integrative con i bambini. Ma evidentemente interessa poco a questa amministrazione il cui unico obiettivo è aprire e chiudere le scuole come se fossero parcheggi a ore. Pensiamo sia necessario assumere, garantendo l'apertura delle scuole senza colpire la qualità del servizio». 

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