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San Marco, piazza. Foto di archivio

San Marco, piazza. Foto di archivio

Recovery plan: ambiti, progetti e costi dell'opposizione

«Venezia può essere laboratorio di sperimentazione». Progetti del Comune e della Regione: «Insufficienti. Serve un dibattito cittadino». Il nostro paese riceverà oltre 200 miliardi di euro. I piani nazionali vanno presentati entro fine aprile, ma è probabile una flessibilità

Partito democratico, Movimento 5 Stelle, Terra e Acqua, Tutta la città insieme, Venezia è tua e Verde progressista: l'opposizione al completo ha disegnato il Recovery Plan per il Comune di Venezia. Ambiti, progetti, stime dei costi. Sette schede con il dettaglio dei lavori. «Un'occasione unica», i gruppi consiliari hanno detto, probabilmente irripetibile per reperire risorse necessarie a ridisegnare intere parti strategiche del territorio guardando alla casa, al lavoro, allo sviluppo compatibile, alla luce dei grandi mutamenti in atto. Il nostro paese riceverà oltre 200 miliardi di euro. Il 70% verrà impegnato nel 2021 e 2022, 25 miliardi all'Italia arriveranno già a luglio ed è la prima tranche. I piani nazionali vanno presentati entro fine aprile, ma è probabile una flessibilità su questa data.Il  2026 è la data entro cui devono essere conclusi i lavori delle opere cantierabili.

«Venezia può essere laboratorio di sperimentazione della transizione, perché comprende una molteplicità di elementi: laguna, storia, arte, cultura, turismo, residenzialità, artigianato, industria e agricoltura». I gruppi consiliari pensano a una città metropolitana a misura di chi la vive e dell’ambiente naturale nel quale è inserita e che è chiamata ad aggiornare le condizioni della propria sostenibilità ambientale alla luce dei cambiamenti tecnologici, economici e climatici in coerenza con gli obiettivi dell’agenda 2030 dello sviluppo sostenibile. La posizione geografica di Venezia la rende ponte tra est e ovest, tra Europa e Oriente, tra nord e sud. «I piani predisposti dalla città metropolitana di Venezia e dalla Regione Veneto appaiono, alla luce di queste premesse - scrivono - inadeguati. Abbiamo sollecitato, più volte e senza esito, l’apertura di un dibattito pubblico con la città. Il Consiglio comunale straordinario non ha accolto alcuna delle indicazioni».

Gli obbiettivi del piano

Ecco dove concentrare lavoro e risorse, secondo l'opposizione: residenzialità, sviluppo economico locale e mobilità sostenibili, rigenerazione ecologica delle attività produttive ed energetiche, tutela del patrimonio naturale e della laguna, tutela del patrimonio storico, artistico e monumentale e delle isole; difese dagli allagamenti e progetti di bonifica; estromissione nel medio e lungo periodo delle grandi navi, riconversione green di Porto Marghera con hub dedicato all’idrogeno verde. 

A) Ambiente

Progetti

-  A1a) la trasformazione della propulsione dei natanti abitualmente adibiti alla navigazione nelle acque interne, a partire dai mezzi di trasporto, non solo passeggeri, ma anche merci e servizi;
A1b) un piano di insediamenti verdi nell’area urbana della città d’acqua attraverso la collocazione di alberi, secondo positivi esempi già esistenti;
A1c) un piano di recupero e rivalutazione, nell’ottica del Parco della laguna, delle isole della Laguna, a partire dal Lido, che promuova attività sportive e ludiche ed attività agricole non intensive; 
A1d) la realizzazione del Centro di studi internazionale sui cambiamenti climatici dando vita, d’intesa con le Università, ad una alta scuola internazionale di formazione sul tema.

A2) Progetto “terraferma verde”, attraverso:

A2a) Realizzazione del Parco fluviale del Marzenego-Osellino, dalla sorgente alla Laguna: un corridoio ecologico lungo 40 km che riqualificherà i centri abitati, che attraversa il centro di Mestre e comprende la realizzazione del water front tra il parco di san Giuliano e l’aeroporto. Garantirà la sicurezza idraulica e la qualità delle acque nella terraferma veneziana e sarà collegato al rilancio del progetto del bosco di Mestre e di tutte le aree di espansione dei corsi d’acqua; per ridisegnare ambientalmente le municipalità di terraferma e gli altri Comuni dell’area Metropolitana partecipi del progetto (vedi scheda n. 2)
A2b) Recupero del circuito dei Forti (di terraferma e di laguna) con il recupero dei manufatti e degli spazi verdi attorno ad essi;
A2c) Realizzazione di un progetto per la mitigazione ambientale della tangenziale di Mestre;
A2d) Connessione ambientale tra forte Marghera, Canal salso, attività universitarie, centro di Mestre attraverso la realizzazione del parco urbano e boscato di Altobello, avuto riguardo anche al recente accordo di programma tra Comune di Venezia e Provveditorato alle Opere Pubbliche, che prevede, tra l’altro, la riqualificazione di canal salso. 
A2e) Realizzazione delle bonifiche a Marghera (e in tutta l’area Sin) come presupposto per l’insediamento di nuove idee di sviluppo dell’area industriale.
A2f) Sistemazioni a verde di aree urbane diffuse e della città di Porto Marghera e recupero a verde di aree industriali dismesse.


B) Rigenerazione e contratti urbani

Progetti:

B1) Progetto residenzialità (vedi scheda 3)

B1a) Incrementare l’offerta abitativa a Venezia e Mestre attraverso interventi di riqualificazione urbanistica, edilizia ed energetica del patrimonio abitativo pubblico, in modo da favorire una concreta inversione di tendenza rispetto all’attuale drammatico declino, attraverso la permanenza dei residenti attuali e l’insediamento di nuovi residenti stabili o di lungo periodo (famiglie, giovani coppie, lavoratori pendolari, studenti ed insegnanti, studiosi, smart working).  Il legame residenza lavoro è indissolubile e va praticato sia dal lato dell’offerta abitativa, sia da quella lavorativa. A tal fine va confermata e implementata la rete di servizi ai residenti (permanenza del servizio ospedaliero; nuova struttura di parcheggio; ecc). In tale ambito va perseguito l’insediamento a Venezia di una o più Istituzioni internazionali. Partire dalla riqualificazione del patrimonio pubblico consente di confrontarsi col patrimonio abitativo privato, incentivandone, anche fiscalmente il riorientamento verso la locazione a residenti. 
B1b) Realizzare un piano di servizi pubblici e iniziative (asili nido, strutture sociali di cura) finalizzate alla parità di genere;
B1c) Completamento del sistema fognario e del ciclo dei rifiuti, particolarmente della città d’acqua;
B1d) Realizzazione del teleriscaldamento utilizzando l’energia prodotta dalle fornaci di Murano.

B2) Progetto città 

B2a) Definizione del ruolo e delle funzioni di luoghi simbolo: Arsenale; Area Realtina (tribunale e Pescheria); Santa Marta Italgas; Marittima; Lido; Altobello (presente nel piano regionale), Cà Emiliani.
B2b) ripensare l’area urbana di Mestre e Marghera come un’unica area eliminando la cesura del fascio dei binari e della bretella autostradale rigenerando anche tutta l’area a nord della stazione, compresa tra via Piave, via Cappuccina e strade limitrofe.
B2c) piano di diffusione territoriale di aree multi attrezzate, destinate ad attività sportive e ludiche e culturali.
B2d) realizzazione di aree pedonali che comprendano aree verdi, punti di incontro e commercio di vicinato. 


 C) Mobilità sostenibile

Progetti

C1) Progetto area metropolitana

C1a) Realizzazione di una rete metropolitana di superficie per dotare l’ampio territorio metropolitano veneziano di un sistema di trasporto pubblico basato sul ferro, affiancato al potenziamento del servizio di trasporto collettivo nelle modalità ferro gomma e l’adozione del titolo unico di viaggio, secondo l’idea europea della “città dei 15 minuti”. In tale ottica va anche prevista la realizzazione di una stazione di testa presso l’aeroporto Marco Polo e la riorganizzazione del nodo stradale ferroviario di san Donà, in connessione alla rete metropolitana di superficie. Va anche valutata la possibilità di prolungare la linea tranviaria fino all’ospedale dell’Angelo e all’aeroporto e ai centri limitrofi non collegati dalla rete ferroviaria metropolitana di superficie;
C1b) Nel piano nazionale e regionale è prevista l’alta velocità Ve-Mi conferendo centralità al nodo di Mestre, per il quale è da considerare la prospettiva della stazione ferroviaria passante sotterranea.
C1c) Infrastrutturazione dorsale della rete di alimentazione per le auto elettriche.

C2) Progetto sicurezza

C2) Messa in sicurezza della Romea nel tratto Malcontenta-Chioggia, potenziando il progetto ANAS.


D) Cultura

Progetti

D1) Progetti di sviluppo di attività culturali

D1a) Realizzazione di un polo cinematografico e dell’audiovisivo. Per la sua storia cinematografica e per la sua naturale predisposizione alla realizzazione di opere cinematografiche, Venezia può ambire ad essere una parte importante della filiera della produzione cinematografica e, anche in conseguenza della rivisitazione produttiva indotta dalla pandemia, dell’audiovisivo.
D1b) Istituire la “casa della Cultura” destinata ad ospitare le diverse Istituzioni ed Associazioni internazionali che ci sono e per favorire l’insediamento di altre, per fare di Venezia la “città delle Fondazioni”;
D1c) Istituire case della cultura di quartiere destinate a favorire e valorizzare le espressioni culturali presenti nel territorio;
D1d) Realizzazione del progetto “Venezia plus” per la valorizzazione del patrimonio storico artistico e culturale della città; le tecnologie di progetto saranno utilizzate dalla Fondazione di Venezia anche per la catalogazione digitale del patrimonio artistico e culturale della città (vedi scheda n. 4)
D1e) Progetti di digitalizzazione del patrimonio e dell’offerta on line. 
D1f) Fare di Venezia la sede ideale del progetto europeo Bauhaus, attraverso la rete di Musei, Archivi, Biblioteche, Università e Istituzioni culturali e scientifiche riunite.

D2) Progetti di valorizzazione territoriale

D2a) Recupero dell’area archeologica di Tessera/Quarto d’Altino;
D2b) Ripristino Itinerario fluviale Venezia Padova;
D2c) Recupero del ponte romano di Mestre e degli edifici di valore storico del compendio ex Umberto 1° per realizzare spazi e progetti finalizzati alle nuove generazioni;
D2d) Nel piano nazionale è presente il progetto Biennale;


E) Sviluppo economico

Progetti:

E1) Agricoltura e pesca

E1a) La ripresa di una attività ittica ed agro alimentare rappresenta uno dei principali recuperi di attività nell’ambito della Laguna di Venezia (Burano, Pellestrina) e già presenti nel suo immediato entroterra.
E2) Attività artigianali o specialistiche 

La storia di Venezia è storia artigianale, di grande specializzazione e qualità: ripartire dall’artigianato è una delle principali condizioni per una prospettiva di rilancio. 

E2a) rilancio delle attività tradizionali della esperienza veneziana (vetro, tessuti, nautica, editoria, cultura e spettacolo, restauro, dolciario), attraverso incubatori destinati e “botteghe” di apprendimento, con l’attenzione alla parità di genere.

E3) Mestre

Mestre sta subendo una crisi senza precedenti, che la pandemia ha accentuato, ma preesisteva. Per superare questa congiuntura è necessario restituire una identità a Mestre, 

E3a) Rilancio del ruolo di Mestre come “capitale” della città metropolitana e città dell’interscambio, della contrattazione e degli affari economici, della gestione delle risorse.
E4) Murano

Murano ha una grande tradizione produttiva e dispone anche di ampi spazi. Negli ultimi anni ha sviluppato una positiva propensione turistica; ma questa non può essere la sola prospettiva di sviluppo. Il rilancio di attività produttive appare indispensabile. 

-  E4a) Rilancio della industria del vetro;

E4b) Realizzazione di uno stabilimento di smaltimento della vetroresina (imbarcazioni dismesse ed altro...)
E5) Porto

E5a) Venezia città di mare non vive senza il suo porto che va sviluppato, attraverso la manutenzione delle vie acquee di accesso, la elettrificazione delle banchine e l’ultimo miglio (questi ultimi due già presenti nel piano nazionale);
E5b) Il funzionamento del Mose introduce la condizione di porto regolato che ne determinerà sempre più le modalità di accesso. È necessario l’adeguamento della conca di navigazione per consentire il traffico commerciale anche in condizioni avverse, con l’obiettivo di un porto accessibile 365 giorni all’anno;
E5c) Va progettata sin d’ora la realizzazione di un porto di altura che intercetti il traffico commerciale e passeggeri effettuato con le navi di grandi dimensioni, incompatibili con la morfologia della Laguna, anche al fine della creazione del “multiporto alto Adriatico”
E5d) Completamento della idrovia Venezia Padova.
E 6) Porto Marghera

E6a) Ripristino della competitività dell’area, affidato ad una Agenzia per lo sviluppo di Marghera) completando, oltre alla zls, le bonifiche il cui extra costo rende improponibili nuovi insediamenti produttivi;
E6b) Realizzazione di un progetto di integrazione nella filiera nazionale dell’idrogeno;
E6c) Ampliamento del polo agroalimentare e degli altri ambiti industriali dediti alla lavorazione delle merci in arrivo.
E6d) Incentivare l’insediamento di start-up al VEGA, con bassi affitti e condizioni di accesso agevolate, in stretta connessione col polo universitario di via Torino.
E6e) Sviluppare l’ecodistretto del riciclo e del riuso dei rifiuti, superando il ricorso all’incenerimento e verificando anche con biomonitoraggi l’impatto ambientale e sulla salute delle diverse attività.
E7) rete di coworking (vedi scheda 6)

E7a) Realizzare, per microimprese già costituite, start up e neolaureati delle facoltà veneziane, spazi, tecnologie, saperi e opportunità che, oltre a ospitare piccole realtà nascenti o già consolidate ne promuova l’accelerazione e l’incontro con la domanda lavorativa specifica. 


F) Turismo

Progetti:

F1) Definire gli hub di accesso alla città d’acqua, salvaguardando le peculiarità naturali dell’ambiente lagunare.
F2) Realizzare un sistema informatizzato e integrato di tutti i soggetti che operano per il turismo per ottimizzare la gestione dei flussi attraverso un sistema di prenotazione della visita.
F3) Realizzare un piano integrato di offerta, accoglienza ed accessibilità turistica diffusa, con percorsi turistici alternativi, finalizzato a redistribuire i flussi e valorizzare il territorio metropolitano. 


G) Politiche socio-sanitarie

Progetti:

G1) Potenziamento anche dopo l’emergenza pandemica delle Usca (Unità Speciali di Continuità Assistenziale) per l’assistenza sanitaria a domicilio;
G2) Istituzione delle case di comunità, con l’obiettivo entro il 2026 di realizzare almeno la struttura del Lido di Venezia;
G2) G3) Investimento sull’assistenza domiciliare integrata (Adi) come leva essenziale delle cure domiciliari;
G4) Incremento delle cure primarie erogate dalle strutture distrettuali;
G5) Nuovi modelli di assistenza per le persone anziane e fragili, oltre le case di riposo;
G6) Investimento nelle attività di prevenzione e predisposizione di uno specifico piano di azione per la salute mentale;

Risorse e fiscalità

Per realizzare quanto esposto, nella sua completezza o anche parzialmente, occorre una strategia, una direzione di marcia e una selezione di priorità. Questa impostazione è fondata sia su investimenti da porre a carico del Recovery plan, ma anche dei fondi strutturali, nonché il contributo di investimenti pubblici ordinari e privati, sia nella forma di risorse dirette a ciò destinate, sia in quella di sovvenzioni o esenzioni fiscali. Su questo ultimo aspetto sollecitiamo una riflessione a livello europeo, nazionale e locale. Ciò anche alla luce dei risultati ottenuti con gli incentivi fiscali per le ristrutturazioni immobiliari ed ambientali.

Singoli progetti e stime dei costi

1): Progetto Mestre Verde - Parco fluviale del Marzenego-Osellino, dalla sorgente alla Laguna (investimenti Consorzio di bonifica Acque Risorgive nell'intero bacino fluviale = 60 – 85 milioni euro investimenti del provveditorato opere pubbliche = 30 milioni di euro  interventi di efficienza idraulica nel tratto terminale Marzenego Osellino investimenti Comune di Venezia = 30 milioni di euro Parco del Marzenego – Estensione e connessione Bosco di Mestre investimenti Comuni del bacino = 20 milioni di euro).

2): Progetto rinnovo motori trasporto urbano pubblico e privato (rinnovo motori marini con motori ibridi di ultima generazione in città storica di Venezia e trasporto lagunare; rinnovo flotta urbana and hinterland bus con motori a tecnologia matura o idrometano: flotta acquea pubblica: 120 water bus = 20 milioni di euro; 23 motorboats = 2,3 milioni di euro, water taxi: 300 = 15 milioni di euro, commercial motoboats: 400 = 20 milioni di euro, tourist boats: 30 = 21 milioni di euro, bus terrestri 580 = 230-250 milioni di euro).

3): Progetto Public Housing rigeneration (costo stimato 190 milioni di euro).

4): Progetto Venezia Plus (7,8 milioni di euro suddivisi tra pubblici e privati).

5): Progetto Teleriscaldamento (impianti di depurazione per 54 aziende: 66.800.000 euro. Fornitura e posa in opera di una doppia tubazione coibentata: Murano – ospedale: 3.870.000 euro).

6): Progetto proworking (costo stimato: 5 milioni di euro).

7): Progetto recupero imbarcazioni in vetroresina e riciclo (costo stimato 4.500.000 euro).

8): Progetto parcheggi (80 milioni di euro per 4.000 parcheggi e strutture di servizio).

Conclusioni

«Quella che proponiamo non è un' “altra” città, ma “la” città di cui abbiamo bisogno se vogliamo guardare con fiducia oltre l’attuale difficile momento storico - concludono Pier Paolo Baretta (Partito democratico), Cecilia Tonon (Venezia è tua), Monica Sambo (Partito democratico), Sara Visman (5 Stelle) Gianfranco Bettin (Verde Progressista), Marco Gasparinetti (Terra e Acqua), Andrea Martini (Tutta la cittàò insieme) - Non è utopia, è esattamente il futuro che possiamo scegliere. La crisi è grave in tutti i settori produttivi e commerciali. La pandemia ha aggravato la situazione economica e sociale: basta pensare alle attività industriali, commerciali e turistiche; allo spopolamento drammatico della città; agli effetti dei cambiamenti climatici. Venezia non può perdere questa occasione».

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