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Nuovo stop al referendum di separazione: la palla passa alla Corte costituzionale

Il Consiglio dei ministri durante la riunione di mercoledì ha deciso di sollevare un conflitto di attribuzione avverso la promulgazione della consultazione da parte della giunta regionale

La notizia è arrivata nel tardo pomeriggio di mercoledì: il Consiglio dei ministri ha deciso di sollevare un conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale avverso la deliberazione della Giunta del Veneto che ha indetto il referendum di separazione tra Venezia e Mestre. In poche righe i peggiori auspici per la compagine referendaria sono diventati realtà: il timore è che a questo punto il voto del 30 settembre slitterà a data da destinarsi, con tanta pace di coloro che avevano esultato qualche settimana fa al momento dell'approvazione della delibera ritenuta "decisiva" a palazzo Balbi.

Gli schieramenti opposti

Il provvedimento era stato licenziato in ottemperanza a quanto espresso dal Consiglio regionale, che aveva disposto la consultazione. La quinta di questo tipo. Sulla separazione di Venezia da Mestre, unite in epoca fascista, più volte i cittadini sono stati chiamati a esprimere la propria preferenza a partire dagli anni '70. L'esito è sempre stato favorevole agli unionisti. Il Comune, pur avendo la sede principale a Ca' Farsetti, sul Canal Grande, è dotato di uffici e strutture 'equivalenti' anche in terraferma, compresa la sala consiliare, dove periodicamente si riunisce il Consiglio comunale. A mettersi di traverso è anche il sindaco Luigi Brugnaro, che ha già annunciato un ricorso di Ca' Farsetti e della Città metropolitana. Secondo la legge Delrio, infatti, l'indizione del referendum sarebbe responsabilità del Consiglio comunale lagunare e al voto dovrebbero andare tutti i residenti della Città metropolitana. Un iter diverso rispetto a quello seguito in questi mesi, sulla base (è uno dei punti più sottolineati dai referendari) di una raccolta firme di iniziativa popolare antecedente al 2014, quando è entrata in vigore la nuova legge sull'organizzazione degli Enti locali.

Brunetta: "Bene la decisione del Consiglio dei ministri"

"Esiste un'oggettiva incertezza giuridica in merito al potere di indire il referendum consultivo sul progetto di legge di iniziativa popolare relativo alla 'Suddivisione del comune di Venezia nei due comuni autonomi di Venezia e Mestre' - ha commentato in una nota il presidente dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta - In questo scenario giudico positivamente la decisione del Consiglio dei ministri di sollevare il conflitto di attribuzione su questo delicato argomento, in modo tale che possa essere la Corte costituzionale ad esprimersi con chiarezza e trasparenza". Quando lo farà è ancora un punto interrogativo. 

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