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Salvini apre al referendum di separazione: voto più vicino, ma nessuno si schiera

Le parole del ministro dell'Interno sono state accolte favorevolmente da M5S e Lega, ma senza proclami da parte degli schieramenti. Critiche dal Pd, le certezze degli unionisti

Torna ad animarsi il dibattito sulla possibile separazione tra i Comuni di Venezia e Mestre. Come riporta il Gazzettino, sono state le parole del neo ministro dell'Interno Matteo Salvini a riaprire la questione, dopo che in un'intervista ha specificato come il nuovo Governo giallo-verde ritirerà il ricorso per conflitto di attribuzione alla Corte costituzionale contro il referendum. Più vicina, quindi, la possibilità che il prossimo 30 settembre si possa tenere la consultazione indetta dalla Regione Veneto.

Le reazioni politiche

Di certo non sono passate inosservate le parole di Salvini, e anzi hanno alimentato le riflessioni di separatisti e unionisti. Entusiasmo per leghisti e pentastellati, che plaudono all'annuncio del vice-premier, nonostante sul voto pendano come una spada di Damocle i ricorsi del Comune e della Città metropolitana al Tar (sentenza il 18 luglio). "Le impugnazioni di Ca' Farsetti e Ca' Corner non hanno mai avuto ragione di esistere", ha sottolineato il consigliere regionale Alberto Semenzato, ma sul fronte leghista c'è chi non si schiera, confidando sulla libertà di voto. Soddisfazione anche per il M5S: Sara Visman ha spiegato come il Movimento sia sempre a favore della democrazia diretta, nonostante non abbia ancora preso una posizione ufficiale in merito alla consultazione. Critiche piovono, era lecito immaginarlo, da chi a favore del referendum non lo è mai stato. Per Andrea Ferrazzi del Pd sarebbe assurdo far votare per poi scoprire l'illegittimità della consultazione. Sulla stessa linea anche i partiti "fucsia" vicini al sindaco di Venezia Luigi Brugnaro.

Le certezze degli unionisti

Sul fronte dei comitati unionisti c'è chi non si stupisce per l'inversione di tendenza in merito al referendum del nuovo Governo, ma predica prudenza. "Resta comunque pendente il ricorso al Tar di Comune e Città Metropolitana e si spera che il Tribunale si esprima in modo esaustivo e tempestivo - ha spiegato Paolo Cuman portavoce del comitato "Un unico grande Comune" - Quindi molta calma e serenità; e molta attenzione alle voci che salgono dalla Città, favorevoli o contrarie che siano alla separazione. Resta peraltro la sensazione di una grande indifferenza, se non addirittura di fastidio, per la riproposizione di un tema che si dava per morto e sepolto. Giova sottolineare che fino ad ora per quattro volte i cittadini hanno bocciato l’ipotesi di separazione e che nell’ultima consultazione non si è neppure raggiunto il quorum del 50%, fermandosi ad un misero 39,30".

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