Giovedì, 13 Maggio 2021
Politica

Chisso contrattacca sul carcere: "Non c'entro nulla, denuncio Baita"

L'ex assessore regionale alle Infrastrutture parla dal carcere di Pisa dove è recluso da mercoledì: "Non ero il ponte per arrivare a Galan"

Respinge ogni addebito Renato Chisso. Lo fa dal carcere di Pisa dove si trova recluso da mercoledì dopo il suo arresto nell'ambito dell'inchiesta sul Mose che sta sconquassando il mondo della politica veneta. Anzi, l'ex assessore regionale alle Infrastrutture dimessosi giovedì contrattacca e annuncia l'intenzione di denunciare Piergiorgio Baita per le sue dichiarazioni rese davanti ai magistrati durante il periodo della sua "collaborazione". "Chisso - ha dichiarato l'avvocato Antonio Forza, legale dell'ex rappresentante della Giunta Zaia - ha escluso in maniera categorica la fondatezza delle accuse espresse da Piergiorgio Baita e Giovanni Mazzacurati".

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L'interrogatorio di garanzia è durato circa un'ora e mezza. Chisso, che quindi non si è avvalso della facoltà di non rispondere, ha negato ogni ruolo di sua intermediazione tra l'ex ad della Mantovani e l'ex presidente del Consorzio Venezia Nuova Giovanni Mazzacurati e l'allora governatore e poi ministro Giancarlo Galan. Sul fatto, poi, come si legge nell'ordinanza di custodia cautelare, che assieme a quest'ultimo (su cui pende una richiesta d'arresto al Parlamento) avesse partecipato in maniera occulta agli utili di una società facente capo a Claudia Minutillo, un tempo segretaria dell'allora governatore veneto Giancarlo Galan, ha respinto ogni accusa.

Ha poi definito "calunniosa" la dichiarazione di Baita riguardo a una consegna di 250mila euro che sarebbe avvenuta al Laguna Palace di Mestre. "Chisso - ha detto il legale - si è riservato di avviare una azione penale per calunnia e diffamazione nei confronti di Baita".

Nel respingere le accuse, ha ricordato - ha riferito l'avvocato Forza - che a differenza di altri coinvolti nell'inchiesta "non ha case di proprietà, non ha maggiordomi, vive degli introiti derivanti dalla sua attività di consigliere regionale e assessore e in vacanza va a casa di familiari a Thiene. Fa una vita riservata e morigerata. Se questo è il tenore di vita al di sopra del normale". Il legale ha poi ricordato che come assessore non aveva competenze sul Mose.

GALAN - Al contrattacco anche l'ex governatore Giancarlo Galan, su cui pende una richiesta di arresto spiccata dal gip: "Stanno tentando di scaricare su di me nefandezze altrui. Non mi farò distruggere per misfatti commessi da altri. Su ogni cosa che ho detto e fatto nella mia vita ho sempre messo la faccia. Ho tutta l'intenzione di farlo anche stavolta. Non mi voglio nascondere e non voglio nascondere proprio niente, anzi, esattamente il contrario. Voglio fare luce su tutto. Il processo mediatico è mostruoso, leggo profili della mia persona che stento a credere anche solo immaginabili, non poter rispondere o difendermi sin da subito è umanamente molto difficile".

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