Opposizione Pd: «Con Brugnaro i problemi della città sono rimasti irrisolti»

La contro-conferenza della capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale, Monica Sambo

Sambo Zingaretti, archivio

«Sono passati ormai quasi 5 anni da quando Brugnaro è diventato sindaco, ma i problemi della città non sono stati risolti». Monica Sambo, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale, traccia un bilancio dell'operato dell'Amministrazione Brugnaro, a seguito della conferenza stampa di fine anno del primo cittadino lagunare, il 30 dicembre scorso in Municipio a Mestre.

Droga

Sambo parte dalla sicurezza. Cavallo di battaglia del primo cittadino lagunare, che qualche anno fa portò i vigili superman sui media nazionali raccontontando di come riuscivano a battere in corsa i delinquenti di colore. «Lo spaccio in molte zone di Mestre continua ed è aumentata in modo esponenziale la presenza di eroina sul territorio», dice la capogruppo. E c'è il nodo della questione sociale. Il sindaco ha parlato di case comunali, anche attraverso l'intervento della vicesindaco Luciana Colle che ha ricordato: «sono state investite cifre da far tremare i polsi per le ristrutturazioni, 10 milioni di euro».

Il sociale

Il consigliere delegato ai rapporti con i cittadini e le imprese, Paolino D'Anna, ha ringraziato inoltre l'assessore alla Coesione Sociale Simone Venturini per il lavoro svolto. Tuttavia l'argomento dei decessi per droga non è stato toccato. Sul disagio, che spesso tocca gli anziani del territorio e sul quale a più riprese, per tutti gli anni del mandato, i sindacati hanno chiesto un dialogo con il sindaco, non c'è stata la possibilità di un confronto. «L'amministrazione Brugnaro, che è fra quelle del Veneziano la più importante - affermarono poco tempo fa le sigle Cgil, Cisl e Uil a una conferenza stampa per illustrare i temi della contrattazione sociale - non ha mai acconsentito a incontrarci». Per Brugnaro l'interesse pubblico si ottiene «dalla somma degli interessi privati».

Il degrado

«Le morti da overdose sono aumentate anche in questi ultimi mesi del 2019 - dice Sambo -. L'abbattimento dei cubi in parco Bissuola - operazione contro il degrado - non ha avuto alcun effetto. Altri interventi hanno di fatto svuotato il parco di servizi e di persone, dalla chiusura dell’anagrafe, alla riduzione degli orari della biblioteca. Il centro civico, una volta molto frequentato, è diventato un luogo fantasma». 

Turismo e servizi

«Nel commercio - anche questo settore cavallo di battaglia del sindaco - specie a Mestre, la condizione non è minimamente cambiata - afferma la capogruppo - , e lo si evince dall’elevato numero di negozi sfitti proprio nella zona della piazza Ferretto, e in molte altre aree della terraferma». Non ci sarebbe stato insomma alcun tipo di rilancio del settore, «solo proclami». Il comparto dei servizi pubblici è uno di quelli in cui la contrapposizione è stata più forte, nell'arco del precedente quadriennio amministrativo tra governo locale e Partito Democratico. «Dagli asili - dice Sambo - con centinaia di spostamenti delle insegnanti da un istituto all’altro, alla chiusura degli uffici di relazioni con il pubblico (passano da 7 a 3), alle anagrafi. La gestione del turismo, non è mai iniziata», replica poi, in polemica con all'assessore Paola Mar - Dobbiamo ancora iniziare a contare i turisti dopo 4 anni e mezzo. Per non parlare dell’assenza di politiche serie per la residenzialità, continuano infatti a diminuire i residenti nella città d’acqua».

Alberghi e Pili

Le strutture alberghiere «sono aumentate», prosegue Sambo, attraverso tutti gli atti passati per la giunta e il Consiglio comunale. Mentre la qualità dell’aria «è peggiorata, con 56 o 67 sforamenti dei limiti di PM10, a seconda delle zone, solo nell’anno 2019, senza alcuna politica sul punto. E riguardo alla salute pubblica, si registrerebbero, «disservizi all’ospedale dell'Angelo, con il declassamento del Civile impedito solo grazie all’intervento dei tantissimi veneziani che si sono mobilitati e sono scesi in campo per salvarlo e tutelare la loro salute. Insomma, dopo 4 anni e mezzo, nessuno dei grandi problemi è stato risolto, e i servizi (fiore all’occhiello di questa città) sono diminuiti. Ancora una volta, senza alcuna remora, anche durante il suo discorso di fine anno, il sindaco ha dichiarato alla città il suo conflitto di interessi. Infatti dopo aver detto nel 2015 che non avrebbe fatto niente sui suoi terreni durante il mandato da sindaco, Brugnaro ha cambiato idea e ha deciso di mettere nel programma la costruzione del palasport ai Pili, realizzando, ora chiaramente, le opere e tutti gli interessi privati che lui chiama pubblici».

San Giuliano

Parco San Giuliano è un altro punto di forte contrapposizione. «Questa amministrazione ha deciso di smembrare un parco e di impedire il completamento uno dei grandi progetti della città per l’interesse di pochi privati, tra i quali vi sono anche quelli che hanno occupato per anni abusivamente quelle aree». C’è bisogno, spiega infine la capogruppo del Pd, di un altro tipo di città, «che pensi alle persone e ai servizi, alla sicurezza dei suoi cittadini (non solo proclamata), al benessere di tutti, a partire dai bambini, all’ambiente, ai progetti di rilancio dell’economia e del commercio, al lavoro di qualità», dice, perché sebbene si riesca a trovare un impiego a Venezia ci sono ancora i problemi irrisolti, ad esempio, delle causole sociali in alcuni appalti. «Un lavoro sempre più insicuro e sempre più precario, con poche garanzie anche per chi decide di venire a investire nei nostri territori».

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