Politiche per la residenzialità, vantaggi fiscali per chi affitta nelle città d'arte

L'ordine del giorno al decreto Rilancio dell'onorevole Nicola Pellicani accolto alla Camera. Previsti 20 milioni a favore di Actv colpita dalla crisi e un milione per rottamare i motori da barca dei residenti dei Comuni di gronda

Case, Venezia. Archivio

Accolto l'ordine del giorno al decreto Rilancio dell'onorevole Nicola Pellicani, giovedì alla Camera, relativo alle affittanze turistiche, per contrastare lo spopolamento dei centri storici delle città d’arte. Il testo impegna il governo a introdurre incentivi fiscali, riducendo la cedolare secca sui contratti ad uso abitativo di durata di almeno un anno all’interno di ambiti che saranno individuati dai Comuni con propria delibera.

«A Venezia, come in moltissimi centri storici in particolare delle grandi città d'arte, va riconsiderata la monocultura turistica», commenta Pellicani. Nel corso dell'emergenza si è potuto toccare con mano, spiega il deputato del Partito Democratico, come la mancanza di residenti metta in ginocchio le attività economiche e commerciali. «La crisi del comparto turistico ci costringe ora a ripensare l'idea di città che è stata portata avanti in questi anni, con un numero di presenze a Venezia totalmente fuori controllo».

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Abbassare la cedolare secca, e portarla ad esempio al 5% per chi affitta a residenti, city user, studenti, che vivano in città almeno un anno, secondo Pellicani è una misura importante, in particolare per Venezia, che può fare da apripista a una regolamentazione delle affittanze turistiche. L'accoglimento dell'ordine del giorno al decreto Rilancio si aggiunge all'approvazione di 2 emendamenti a favore della città che prevedono 20 milioni a favore di Actv, azienda di trasporto pubblico pesantemente colpita dalla crisi del coronavirus, per rinnovare la sua flotta con mezzi non inquinanti. E un milione per rottamare i motori da barca dei residenti dei Comuni di gronda, con bonus fino a 500 euro per l'acquisto di motori elettrici. 

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