La ressa in città nel ponte dei morti: «Nessuna strategia per limitare i flussi»

Sambo: «File interminabili agli imbarcaderi, mezzi strapieni, calli non percorribili. Fondi per la gestione del turismo utilizzati solo al 20% e noi residenti ci ritroviamo così»

Foto della concentrazione di visitatori nelle calli venerdì e sabato

Giornate di presenze eccezionali a Venezia, quelle del ponte dei morti. Visitatori e parenti hanno messo alla prova la capacità di resistenza della città, dei mezzi pubblici, presi d'assalto, della viabilità, con le calli divenute impercorribili, come testimoniato dalle foto e dai racconti. «Ancora una volta l’amministrazione Brugnaro conferma di non aver adottato alcuna strategia per limitare i flussi in città - commenta la capogruppo in Consiglio comunale del Pd, Monica Sambo - I 10 milioni di euro arrivati in città dal governo di centro sinistra nel 2016, per la gestione dei flussi turistici, verranno spesi solo al 20% per le reali finalità di quel finanziamento e per il conteggio dei turisti».

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La critica

«La giunta Brugnaro - commenta Sambo - inizierà a contare i turisti solo a carnevale, investendo purtroppo pochissime risorse». La tassa di sbarco sarà operativa solo dalla prossima estate. E i movimenti per il Sì al referendum di separazione Venezia Mestre, del primo dicembre prossimo, hanno fatto della regolazione turistica nella città lagunare uno dei cavalli di battaglia. Ma non sono gli unici. «Venezia in questi ultimi 5 anni ha ricevuto ingenti finanziamenti per la sua specialità - prosegue Sambo - partendo dal patto per Venezia (400 milioni di euro) e dalla legge speciale rifinanziata, per non parlare dei fondi Pon metro e del bando periferie. Con questi ingenti  investimenti la città avrebbe dovuto cambiare il suo volto. Invece nel momento di massimo afflusso di risorse, anche di entrate derivanti dal turismo (nel 2017 sono stati incassati 250 milioni dall'imposta di soggiorno) il Comune sembra sprofondato in un circolo vizioso e in una non gestione dei fenomeni. E noi residenti ci ritroviamo così».

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