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Città metropolitana, primo atto Sindaci si riuniscono in prefettura

Orsoni ottimista: "Per lo statuto serve l'apporto della politica e anche dei tecnici". Zaia scettico: "Nuove poltrone su cui far sedere altra gente"

Tutti insieme. O almeno in gran parte: qualcuno infatti parla ancora di "nuovo carrozzone burocratico". Trentasei dei quarantaquattro sindaci dei comuni della provincia di Venezia martedì mattina hanno partecipato al primo atto ufficiale della futura città metropolitana: una riunione in prefettura convocata dal sindaco lagunare Giorgio Orsoni. Molto poco entusiasta dell'evento il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, che non ha mancato di esprimere forti perplessità sul progetto.

. L'obiettivo era di avviare le procedure per lo studio dello statuto del nuovo Ente territoriale arrivando all'elezione della Conferenza statutaria e del Consiglio metropolitano. Nomine che però sono slittate ai primi di luglio, dopo cioè le elezioni amministrative di fine maggio. Per quanto riguarda la redazione dello statuto metropolitano appare, secondo il sindaco Orsoni, "assolutamente opportuno un apporto della politica anche nella prima fase di predisposizione, creando una squadra mista tecnico-politica, dove far confluire le esigenze delle realtà territoriali". "Iniziamo a lavorare - ha introdotto il proprio intervento il primo cittadino - trovandoci di fronte una normativa non esaltante dal punto di vista tecnico-giuridico, in quanto presenta molte lacune, che è nostro onere andare a colmare, nella logica formativa di un nuovo modo di amministrare. La sfida da affrontare è quella di individuare i modelli di gestione, perché è uno dei temi principali che sarà attribuito allo Statuto".

I COMMENTI DEL SINDACO - "Abbiamo avviato un lavoro che credo sia importantissimo, anche se molto impegnativo, e che penso sarà fruttuoso: dovremo lavorare con grande serietà e un pizzico di entusiasmo. La maggioranza dei presenti - ha rilevato il sindaco - ha accolto positivamente questa novità, ma è normale che ci siano ancora delle resistenze, visto che lo stesso processo di formazione della legge è stato sofferto. Non c'è nessun tentativo di calarlo dall'alto nelle mie intenzioni. Non è una critica alla presidente Zaccariotto - ha poi continuato - ma solo la constatazione che adesso abbiamo la possibilità di trovarci tra di noi, senza alcuna mediazione, per sapere tra di noi come si governa il nostro territorio. E non è vero quanto ritiene chi è rimasto legato ai vecchi schemi che sia una perdita di democrazia: confonde la rappresentanza in certi enti con l'efficienza nell'azione amministrativa". Orsoni ha quindi aggiunto: "so di essere sul banco degli imputati per aver fortemente creduto in questa innovazione. Ma l'ho fatto proprio perchè l'ho vista come la prima vera occasione data alle autonomie locali di farsi uno statuto, un'occasione per esaltare le autonomie locali in un modo che finora non è mai stato dato. Il confronto vero dovrà avvenire con la Regione - ha osservato - per farle capire l'importanza dell'autonomia data ai Comuni: credo che debba ancora capire la novità di questa istituzione ma, quando l'avrà capita, sarà ancor più entusiasta di noi”. Quanto all'apertura alla Pa-Tre-Ve, Orsoni ha concluso: "saranno Treviso e Padova a dover decidere cosa vogliono fare"

Soddisfatto il prefetto di Venezia Domenico Cuttaia, che ha salutato la riunione a Ca' Corner come una "giornata storica che si aspettava da 24 anni. Quando si vedrà - ha proseguito Cuttaia - che questo nuovo ente funziona sulla base dell'aggregazione, i cittadini richiederanno l'adozione di simili aggregazioni anche per le altre autonomie locali. Il mio è un augurio, ma al tempo stesso una convinzione".

ZAIA CRITICO - “Quanto mi piacerebbe avere la stessa convinzione di chi saluta con parole a dir poco trionfalistiche la nascita della città metropolitana - commenta invece il presidente del Veneto Luca Zaia - Mi sembra un inno di giubilo a dir poco avventato quello che intonano anche alcuni apparati dello Stato. D'altro canto, a quelli che oggi debordano in festeggiamenti parrà probabilmente stonata la mestizia con la quale do tutt'altro che il benvenuto a quello che considero un nuovo carrozzone burocratico che non porterà nulla di utile ai cittadini. E’ la storia di un fallimento della politica quella che descrive la Città Metropolitana – prosegue il governatore – se ne parla da oltre vent’anni, sono state fatte leggi e provvedimenti normativi, ma nulla di concreto è stato realizzato, sono stati soltanto spesi inutilmente soldi, tempo ed energie. Il contesto nel quale oggi si dovrebbe ritrovare un rinnovato slancio istitutivo per questo Ente continua a essere del tutto fumoso, fiacco e arruffato. Il tempo sarà galantuomo, non ci resta che attendere e vedere quali sviluppi avrà questa operazione. Sicuramente qualcosa di nuovo verrà creato: le poltrone su cui qualcuno andrà a sedersi".

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