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Mazzacurati e le simpatie alle alte sfere: "Favori a ministri per il Mose"

Lunardi ottenne, secondo l'ex presidente del Cvn, una consulenza esterna fasulla. Mentre "mister Mose" incontrò l'allora ministro Tremonti

Dalle carte dell'ordinanza di arresto che hanno scoperchiato lo scandalo Mose si evince subito che i contatti che negli anni era riuscito a costruire l'ex presidente del Consorzio Venezia Nuova Giovanni Mazzacurati arrivavano a toccare i massimi livelli. Quando li sciorina uno a uno durante gli interrogatori con gli inquirenti, come riporta il Gazzettino, anche loro non possono che rimanere sorpresi dalla rete di favori e spintarelle che negli anni si era sviluppata. Naturalmente sono tutte accuse che mano a mano andranno verificate: come quella sul fatto che, secondo Mazzacurati, a un certo punto venne individuata la possibilità di una consulenza esterna da parte dell'allora ministro delle Infrastrutture Carlo Lunardi, bisognoso di pagare il conto del risarcimento da due milioni di euro presentato dalla Corte dei conti. Per questo motivo, di concerto con l'ex ad della Mantovani Piergiorgio Baita, sarebbe stata costruita una consulenza ad hoc.

Un altro nome di un ministro che compare nelle carte è quello dell'ex titolare del dicastero dell'Economia Giulio Tremonti (nemmeno indagato), che Mazzacurati dice di avere incontrato nella sede romana del ministero. Sullo sfondo la necessità di ottenere finanziamenti costanti per il Mose. Secondo Mazzacurati, poi, visto che il primo incontro con Tremonti sarebbe andato bene, sarebbe stata predisposta una tangente da 500mila euro per Marco Milanese, allora consigliere di Tremonti. La consegna direttamente da Mazzacurati in una scatoletta. Ma poi non sarebbe successo più nulla. E i pagamenti si sarebbero stoppati. Al pari di quelli dell'ex generale della Finanza Emilio Spaziante, al tempo in servizio al ministero dell'Economia. Serviva qualcuno in grado di aiutare per anticipare eventuali inchieste. Una "soffiata", chissà da chi, alla fine arrivò. E il presidente del Cvn venne a sapere che il suo cellulare era intercettato. Corse ai ripari, ma i telefoni satellitari sarebbero stati "troppo complicati" per lui. L'apparecchio venne messo a disposizione della segretaria per prendere appuntamenti.

Sull'ex ministro Altero Matteoli, di cui tanto si è parlato negli ultimi giorni, il sospetto degli inquirenti è che abbia barattato soldi con favori personali del Cvn. Ricevendo, come racconta Mazzacurati, "400 o 500mila euro dal 2009 al 2013". Da parte sua l'indagato si è sempre dichiarato estraneo alle accuse.

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