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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Politica Tessera / Ca' Noghera

I croupier fanno "saltare il banco": Casinò in sciopero per una settimana

I dipendenti della Casa da gioco in un'assemblea di ieri hanno deciso la linea dura: astensione del lavoro fino alle 6 di lunedì. Ma il sindaco Orsoni tira dritto: la gestione sarà privatizzata

Ora è guerra di trincea. Lunga, logorante, e sul terreno di battaglia rischia di rimanere una sola vittima: il Casinò di Venezia. Il personale dalla Casa da gioco, con tutti i sindacati al suo fianco, ha deciso di scioperare per tutta la settimana. Niente carte, fiche e slot machine fino a domenica, dunque.

Un danno economico non indifferente per le già boccheggianti casse dell'amministrazione, che tra gennaio e febbraio avrebbe perso oltre 5 milioni di euro. E il "banco" stavolta è saltato davvero. Fino alle 6 di mattina di lunedì il Casinò, tra Ca' Vendramin e Ca' Noghera, perderà circa due milioni e mezzo di euro, all'interno di un contesto già poco roseo.

Il risparmio per il personale non pagato, infatti, sarà di circa 500mila euro su 3 milioni mancanti. Fare la differenza tra entrate perse e uscite risparmiate è semplice. Nel mirino di sindacati e personale di sala è finito il comportamento del sindaco Giorgio Orsoni in Consiglio comunale, definito "sprezzante" da chi lo stava contestando lunedì scorso. I dipendenti si oppongono alla privatizzazione, per paura di perdere il posto, e vorrebbero che la gestione continui a essere pubblica.


Di tutt'altro avviso il primo cittadino lagunare, che di fronte ai trasferimenti sempre più limitati provenienti dal Casinò, ha bisogno di ottenere entrate "più sicure" per Ca' Farsetti, in maniera da avere una gatta da pelare in meno per quanto riguarda il bilancio, già difficoltoso di per sé anche per il patto di stabilità. Il sindaco tira dritto, quindi. E intende incontrare solo i sindacati confederali. Altro motivo dello sciopero prolungato indetto da un'assemblea pubblica dei lavoratori ieri mattina. A breve verrà, se il Consiglio comunale darà il suo benestare, dato avvio a una gara pubblica per la scelta del nuovo gestore del Casinò per trent'anni, in cambio del pagamento di un canone annuale per la concessione (25-30 milioni), e di un grosso stanziamento iniziale (400-450 milioni) con cui Ca’ Farsetti cancellerebbe i propri debiti, risparmiando circa 40 milioni di euro di mutui all’anno.

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