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Politica Marghera / Via della Libertà

Fincantieri, la Fiom non ci sta "Il governo non è stato all'altezza"

Il segretario provinciale Luca Trevisan: "L'incontro di ieri con il ministro per lo Sviluppo economico Passera è stato deludente. Scioperiamo contro l'accordo separato"

"L'incontro di ieri a Roma è stato deludente". Questo il giudizio che i delegati Fiom Cgil di Marghera esprimono dopo il faccia a faccia tra i loro rappresentanti nazionali e il ministro per lo Sviluppo economico Corrado Passera, che all'assemblea aveva esordito dicendo che "nessuno degli otto stabilimenti Fincantieri italiani verrà chiuso". Salvo poi giudicare "ottimo" l'accordo separato firmato da Fim e Uilm sulla cassa integrazione straordinaria. Un'opinione improponibile per la Fiom. Che non ci sta e protesta.

"La riorganizzazione aziendale estrometterà dal ciclo produttivo 185 lavoratori - spiega il segretario provinciale della sigla sindacale Luca Trevisan - dando libertà ai dirigenti dell'azienda di decidere unilateralmente sulla collocazione in cigs e sugli esuberi". La speranza che qualcosa potesse cambiare dopo ieri sera c'era. Era concreta. Ma è rimasta delusa: "Il comportamento del governo è stato scorretto - dichiara Trevisan - Dopo mesi di attesa nel convocare le parti non ha saputo essere all’altezza del proprio ruolo istituzionale. Ha avvallato l'accordo separato e non è riuscito a trovare delle politiche alternative che potessero rilanciare il settore".


Per queste ragioni oggi gli operai hanno decretato uno sciopero di quattro ore per ogni turno di lavoro. Alle sei di questa mattina il cantiere quindi è rimasto vuoto. I dipendenti sono rimasti fuori. E a partire dalle 8e30 circa 200 lavoratori hanno iniziato un'opera di volantinaggio in via della Libertà. Per sicurezza le forze dell'ordine hanno vietato il transito ai veicoli dirottandoli su Mestre e su San Giuliano. Inevitabili le code e i disagi. Verso le 10.30 tutto poi è tornato alla normalità.

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