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Brugnaro lancia l'attacco frontale a Bellati: "Sei tu che hai tradito gli elettori per soldi"

Il sindaco su Twitter non le manda a dire all'ex alleato e candidato alle Comunali della Lega Nord. Il nodo del contendere è il no al referendum sulla separazione tra Venezia e Mestre

La polemica politica attorno al possibile referendum sulla separazione tra Venezia e Mestre impazza. E, in questi tempi di dibattiti "social", il mezzo privilegiato per il botta e risposta non poteva che essere Twitter. Da una parte Gian Angelo Bellati e i dirigenti della Lega Nord provinciale (quindi non i rappresentanti della Giunta) che, assieme al comitato "Venezia Mestre Due Grandi Città", attaccano il sindaco Luigi Brugnaro di non aver tenuto fede agli impegni elettorali.

Dall'altro il primo cittadino, il quale sempre attraverso Twitter ha lanciato uno strale molto duro nei confronti dell'ex alleato Gian Angelo Bellati: "Caro Bellati, dovevi diventare vicesindaco e non HAI VOLUTO! Tu hai tradito i tuoi elettori per miseri calcoli personali. La verità fa male", ha scritto il titolare di Ca' Farsetti, rinfacciando ciò che accadde dopo la vittoria alle elezioni. Con l'ex candidato della società civile della Lega Nord che preferì un passo indietro. Motivo? Lui negli ultimi giorni ha spiegato di aver voluto evitare di entrare in un gruppo di lavoro in cui Brugnaro l'avrebbe fatta da padrone, ma la versione del sindaco è ben diversa: questione di soldi.

Chi ha ragione con ogni probabilità non lo si saprà mai. Fatto sta che lo strappo è evidente (il Comune ha annunciato di mettersi di traverso nei confronti del referendum sulla separazione) e gli esponenti del Carroccio che si trovano nella maggioranza politica che sostiene lo stesso Brugnaro non possono che essere spettatori molto interessati. Non è un caso che a stretto giro di posta il comitato "Venezia Mestre due grandi città" abbia postato in risposta al tweet di Brugnaro l'accordo elettorale firmato. Sottolineando come nell'intesa "dov'è scritto che Bellati doveva essere vicesindaco? Si parla di "indicazioni", non di nomi".

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