Cgil e scuole: «Prima di “sparare” che verranno riaperte, la Regione presenti un piano serio»

Flc e Fp: «Non alle fughe in avanti né alla propaganda sulla pelle dei bambini. Tutelare la salute delle famiglie e dei lavoratori: non può essere elusa per le esigenze delle imprese»

Giardino scuola Aldo Manuzio Mestre, archivio

Prospettiva di riapertura delle scuole e degli asili, anche come centri estivi in Veneto, secondo le previsioni della Regione, vista la ripartenza delle attività produttive e l'esigenza di venir incontro ai papà e alle mamme che rientreranno ai loro posti di lavoro. Il governo ha previsto alcune misure come il bonus per sostenere la spesa della presa in cura dei piccoli. Ma il grosso arriverà ora, con l'assenza dei genitori e dei parenti già tra fine aprile e inizio maggio, e i figli a casa. «Assolutamente consapevoli delle necessità delle famiglie», si dichiarano Giusy Signoretto di Flc Cgil e Daniele Giordano Fp Cgil, le due categorie che rappresentano i lavoratori degli asili nido e delle scuole dell’infanzia. Il fermo imposto dall'emergenza sanitaria ha costretto i bambini a casa, lontani dai sani e naturali stimoli di apprendimento e occasioni di socialità.

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«Siamo anche noi convinti che tutti gli sforzi vadano fatti nella consapevolezza che la salute dei bambini e dei lavoratori non può essere elusa per le esigenze delle imprese. Sono per questo poco chiare le proposte circolate che prevedono classi di massimo 15 bambini, fasce orarie allargate e l’attenzione ai contatti. Sono considerazioni che non tengono conto del fatto che in questi servizi educativi il distanziamento sociale non solo non è possibile per l’età dei bambini, ma anche perché il contatto, la socializzazione e la condivisione stanno alla base del percorso di crescita», scrivono i segretari. Lo stesso vale per mascherine e i guanti: come garantire, si chiedono, che bimbi tra i 2 e i 6 anni, o anche più piccoli, li indossino per tutto il tempo? «Abbiamo anche letto che si pensa di garantire accessi scaglionati e non capiamo come questo possa avvenire. Non possono esserci fughe in avanti da parte della Regione, né meccanismi che creano una contrapposizione tra pubblico e privato, su quali siano i primi ad aprire. La Regione non deve fare propaganda sulla pelle dei bambini e, prima di “sparare” che le scuole verranno riaperte, presenti un piano serio che tuteli la salute dei bambini, delle loro famiglie e dei lavoratori».

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