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La sentenza del processo Eternit riapre anche le ferite di Marghera

L'assessore comunale all'Ambiente Bettin: "Qui altre aziende hanno inquinato l'ambiente e la salute e la nostra città è purtroppo presente nella mappa dei siti contaminati da amianto"

E’ una sentenza di portata storica, quella emessa oggi dal tribunale di Torino al processo Eternit. Il magnate svizzero Stephan Schmidheiny e il barone belga Jean Louis de Cartier sono stati condannati a 16 anni di carcere. Gli imputati sono stati riconosciuti colpevoli dei reati di disastro ambientale doloso e omissione dolosa di cautele antinfortunistiche. "La sentenza dice che non si devono esporre lavoratori e cittadini, consapevolmente, a rischi mortali - commenta l'assessore comunale all'Ambiente Gianfranco Bettin - Che si non si deve inquinare l’ambiente. Che chi porta la responsabilità di queste scelte criminose deve pagare severamente. Che le vittime vanno risarcite".


L'assessore sottolinea che questo tipo di realtà ha toccato anche la vita di molti veneziani: "E’ una storia che anche a Marghera conosciamo bene - spiega -  sia perché altre aziende hanno, in altre forme, inquinato e avvelenato l’ambiente e la salute pur a conoscenza dei rischi che si correvano, sia perché, nella mappa dei siti contaminati da amianto, la nostra città è purtroppo presente, avendo pagato un caro prezzo in vite e in salute minata. Bonificare e risarcire è, ora più che mai, un dovere".

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